Il decennio di preparazione (1849-1859)   

Massimiliano d'Austria, governatore della LombardiaIl cosiddetto decennio di preparazione rappresenta per i sudditi del Lombardo Veneto il periodo della repressione e corrisponde alla fase più drammatica e acuta dei rapporti tra Impero e province italiane.
L'Austria modifica la costituzione ed accentua la tendenza centralizzatrice del potere: il governatore generale, munito di competenze sia negli affari civili sia in quelli militari, sostituisce il viceré al posto dei governi prequarantotteschi sono previste due luogotenenze dalle competenze assai ristrette e controllate; viene soppresso il Senato lombardo veneto e le Congregazioni Centrali non sono più convocate sino al 1855; l'amministrazione finanziaria è totalmente assunta dal ministero centrale delle finanze di Vienna. Governatore generale del Regno Lombardo Veneto viene nominato Radetzky, che, grazie ai margini di ambiguità relativi alla definizione del proprio ruolo, riesce ad imporre una sorta di incontrollato governo militare e si arroga anche molte competenze di polizia.
Oltre alle severe sanzioni che il feldmaresciallo stabilisce per le città ribelli, sanzioni che vanno a gravare su tutte le classi sociali, e al sequestro dei beni degli emigrati politici (per Bergamo il blocco è applicato al patrimonio dei fratelli Camozzi e del letterato Ottavio Tasca), vengono imposti pesanti contributi di guerra, un aumento dell'imposta fondiaria e tasse straordinarie, intese queste ultime a "punire" quei ceti sociali ritenuti responsabili del 1848 (proprietari terrieri, commercianti e industriali). Tali provvedimenti fiscali cadono in un periodo di crisi economica, causata dalla malattia del baco da seta.
Viene inoltre proclamato lo stato d'assedio per le città e viene applicata la legge "stataria", che prevede

 

 la pena di morte anche per reati quali la detenzione di armi. E proprio per non aver consegnato il fucile (un bene prezioso per molti contadini), oltre che per diserzione e per insubordinazione, e non per reati politici, numerosi bergamaschi vengono fucilati a S. Agostino e alla Rocca e impiccati alla Fara.
Sempre in Bergamo, come nelle altre città lombarde, si susseguono perquisizioni, facili denunce, arresti, non concessioni o sospensioni d'impiego per pubblici dipendenti (pretori, medici, maestri, avvocati) a causa del loro coinvolgimento - reale o presunto - negli avvenimenti del 1848-1849, cosicché anche la media e piccola borghesia professionale ed impiegatizia matura ulteriori motivi di opposizione rispetto all'Austria.
In questo quadro si delinea un progressivo scollamento fra lo stato e il paese nelle sue diverse componenti sociali, scollamento che certo contribuisce ad alimentare l'aspirazione all'indipendenza. Né vale a sanare tale distacco la politica di distensione inaugurata dall'Austria con la messa in congedo di Radetzky e con la nomina a governatore nel 1857 dell'arciduca Ferdinando Massimiliano, fratello dell'imperatore.
Contemporaneamente, come è noto, la scelta costituzionale della monarchia sabauda e la crisi dell'organizzazione mazziniana, seguente alla condanna a morte di coloro che ne hanno tentato una nuova diffusione nel Lombardo Veneto, contribuiscono a polarizzare intorno al programma liberale di Cavour le diverse forze di opposizione.

Nell'illustrazione:Massimiliano d'Austria, governatore
della Lombardia