I FIGURANTI DELLA SFILATA STORICA DEI "QUARTIERI DI OSIO SOTTO"

    Il gruppo " I quartieri di Osio Sotto", vanta nel suo contesto un gruppo di circa 150 figuranti che narrano la storia del costume dell'Italia settentrionale a partire dal 1500 fino alla fine dell'800 primi del 1900.

    La motivazione di questa scelta è stata suggerita dalla presenza in Osio Sotto di un vecchio castello chiamato "La Fornace" di cui si hanno testimonianze e documentazione a partire dal 1500.

    Aiutati dal libro intitolato "La fornace. Uomini e famiglie nella storia di Osio Sotto" scritto dal dott. Marino Paganini, dall'attenta ricerca nella storia del costume, dai disegni e dai dipinti della Sig.ra Licia Sottocorna e dalle abili mani delle donne di Osio Sotto, i quartieri hanno dato vita a questa bellissima sfilata storica facendo riemergere dal passato i bellissimi costumi che ora hanno l'orgoglio di presentare divisi nei vari secoli.

    1500 - Il periodo della riforma protestante e l'ondata rivoluzionaria in campo sociale e religioso che cambiò lo stile di vita e la cultura di quel periodo ebbe i suoi echi anche nel campo della moda.

    L'abbigliamento maschile comprendeva camicia relativamente ampia, calzoni che arrivavano fin sotto al ginocchio, calze aderenti, ampio mantello, berretti e cappelli con piume e pizzi; l'abbigliamento femminile comprendeva un abito largo con leggero strascico, ampia scollatura, copritesta con perle, cuffiette adorne di veli o acconciature con perle e pietre dure. Le stoffe preferite in quest'epoca sono i velluti, i broccati, le sete.

Nella sfilata è presente anche un gruppo di prelati e sacerdoti tra cui il Priore di Pontirolo che sovrintendeva anche la parrocchia di Osio Sotto; particolare il costume di un prete della congregazione dei "Crociferi" fondata da S. Camillo de Lellis nel 1582.

    1600 - E' il periodo della controriforma cattolica. Nella prima metà del secolo è la moda spagnola che detta legge e a cui si ispira anche la moda italiana.

    Secondo i dettami rigidi della chiesa, che in quel periodo predica il ritorno alla castità, alla povertà, alla preghiera, i costumi diventano funerei, neri, rigidi e scomodi.

    L'abbigliamento maschile comprende, pantaloni corti, calzamaglia, mantello, quello femminile prevede abiti neri con corpetti rigidi, gorgera rigida, gonna non esageratamente larga fino a terra. Sono vietate le scollatura, i fronzoli e tutto ciò che può richiamare il lusso e la frivolezza.

    Tra i figuranti sono presenti anche popolani colpiti dalla peste, terribile flagello descritto da Alessandro Manzoni nei "Promessi Sposi", che colpì la Lombardia e di conseguenza anche i paesi della pianura come Osio Sotto e viciniori (metà del 1600). I costumi sono semplici tuniche bianche per gli appestati, pantalonacci sotto il ginocchio e camicia larga per i monatti; giacca, pantalonacci larghi sempre al ginocchio, reticella al capo con bandana sulla fronte e cintura di cuoio con spada per i bravi.

    Verso la metà del 1600, o meglio dal 1680 e oltre decade la moda spagnola e avanza quella olandese che dà più importanza alla libertà di movimento e alla comodità. Nell'abbigliamento maschile si allungano i pantaloni e compaiono gli stivali. Verso invece la fine del 1600, 1670 - 1680 si impone la moda francese, quella che vive alla corte di Luigi XIV, il Re Sole.

    Appaiono le parrucche lunghe e a riccioli, l'abbigliamento di ambedue i sessi è caratterizzato dalla leggerezza e dalla libertà. Il taglio e la lunghezza delle gonne non cambiano, fanno la loro comparsa le sopra gonne con volants che si aprono sul davanti a mostrare diverse tonalità di colore o diverse qualità di stoffa.

    Verso la metà del 1700 (periodo tra il barocco e il rococò) l'abbigliamento maschile si attilla, il giustacuore non si chiude mai sul davanti, appaiono calzature con fibbie, le parrucche, quando ci sono, sono corte con riccioli fermati da spille nascoste. L'abbigliamento femminile diventa molto semplice: piccoli pizzi rifiniscono maniche e scollature.

 1800 - È la moda del direttorio, periodo che precede l'ascesa al potere di Napoleone. L'abbigliamento maschile ricorda uno "strano frac" con pantaloni che terminano in ampi stivali. L'abbigliamento femminile è caratterizzato dalla vita molto alta; scompaiono le sottogonne; gli abiti sempre lunghi sono impreziositi da scialli o sciarpe lunghe gettate disinvoltamente sul braccio. È lo stile come meglio conosciuto come "stile impero".

    1900 - La moda della fine dell'800 e degli inizi del 1900 è caratterizzata dalla molteplicità delle forme e dalla varietà dei materiali. Si portano cappelli, borse, guanti dai colori e dalle forge più diverse. Gli abiti femminili sono sempre lunghi e attillati. In questo periodo la moda cambia radicalmente perché si perde in tanti diversi tagli e in tante diverse forme. Non si elabora più un determinato modello con taglio ben preciso, come nei secoli precedenti, ma si dà libero sfogo alla fantasia.

    Nasce in quel periodo un vivo interesse per il teatro e quindi i costumi teatrali contribuiscono ad allargare gli orizzonti dell'abbigliamento sia maschile che femminile.