Glossario

Allocuzione

Documento scritto da Pio IX durante la I guerra d'Indipendenza (1848).

 

Asse ecclesiastico

E' il complesso dei beni degli enti religiosi.

 

Cacciatori delle Alpi

Corpo di volontari proveniente da varie regioni italiane, comandato da Giuseppe Garibaldi e inquadrato, durante la II guerra d'indipendenza (1859) come brigata dell'esercito Piemontese. Organizzato su 3 reggimenti di fanteria, uno squadrone di guide e una compagnia di carabinieri genovesi, si batté a San Fermo, Laveno e Varese. Dallo scioglimento di questo corpo sorse la brigata Alpi (1 marzo 1860).

 

Carboneria

Società segreta che svolse un importante ruolo nella prima fase del Risorgimento italiano. La sua origine si ricollega a dei sodalizi sorti in Francia (Francia Contea) alla fine del 1700, dove società di charbonniers dissimulavano i loro programmi politici all'interno di associazioni a carattere mutualistico professionale. In Italia la carboneria fu introdotta nel meridione da ufficiali francesi al seguito di Gioacchino Murat: perseguì ideali di indipendenza e rivendicò forme di governo monarchico-costituzionali, affermandosi tra la borghesia liberale e il ceto nobiliare di vedute più aperte.
Per far leva sul sentimento religioso adottò un rituale mutuato dal culto di S. Teobaldo e dalla passione di Cristo.
Si divideva in "vendite" e i suoi aderenti erano chiamati "buoni cugini"; era organizzata in base ad una rigida gerarchia (apprendista, maestro, gran maestro), in base alla quale si graduavano gli incarichi e la conoscenza del programma segreto. Dopo il 1814 la Carboneria si diffuse nei vari stati italiani incontrandosi con altre formazioni (Filadelfi, Adelfi, Federati) e assunse in molti casi la direzione dei moti insurrezionali, come quello fallito nel 1817 a Macerata nelle Marche. La polizia austriaca scoprì alcune vendite nel nord Italia condannando al carcere noti intellettuali, come P. Maroncelli e S. Pellico, che erano iscritti alla sezione milanese.
L'azione della Carboneria culminò con i moti costituzionali del 1820-1821, il cui fallimento segnò però anche l'inizio del suo declino; in breve tempo fu sostituita da altre associazioni tra cui la Giovine Italia di Mazzini.

 

Cattolicesimo liberale

Corrente di pensiero religioso e politico nata e sviluppatasi nel secolo XIX in vari paesi europei. Sorse in contrapposizione al cattolicesimo decisamente reazionario dell'età della restaurazione. Ebbe il suo maggior sviluppo in Francia grazie all'azione di F.R. de Lamennais. I cattolici liberali erano convinti che per difendere gli interessi della Chiesa occorresse schierarsi dalla parte di chi combatteva per le moderne libertà contro l'assolutismo.
Tra i cattolici liberali italiani vi furono il filosofo A. Rosmini (1797-1855), A. Manzoni (1785-1873), l'abate R. Lambruschini (1788-1873) e V. Gioberti (1801-52), che si sforzarono fra molti ostacoli di conciliare la fede religiosa con il moto nazionale e liberale. Dopo il 1848 perse molto terreno nei confronti del cattolicesimo intransigente, anche per le scelte compiute da Pio IX.

 

Estimo censuario

Valutazione del valore potenziale delle rendite dei terreni e degli immobili rurali.

 

Giacobinismo

Termine che, con riferimento all'esperienza storica dei giacobini durante la rivoluzione francese, designa un atteggiamento politico democratico intransigente, che conta sull'azione rivoluzionaria stimolata e provocata da minoranze decise e attive.

 

Giansenismo

Movimento teologico ed ecclesiale sviluppatosi in ambito cattolico nei secoli XVII-XVIII e che prese il nome del teologo Giansenio di Lovanio. Nel dibattito relativo alla grazia divina egli, recuperando le tesi di S. Agostino, sostenne l'irresistibilità della grazia, con posizioni vicine a quelle calviniste. A ciò si aggiungevano una morale rigorista, l'affermazione della Bibbia e dei padri e un'ecclesiologia episcopalista contraria al primato e all'infallibilità del papa. Il movimento raccolse seguaci soprattutto in Francia, in Belgio e in Olanda. In Italia ebbe una diffusione elitaria sino al XIX secolo.

 

Legazioni

Nello Stato pontificio fu dato questo nome alle province di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna, che erano amministrate da cardinali "legati", cioè delegati dal papa.

 

Leggi Siccardi

Furono proposte nel 1850 al parlamento del Piemonte dal ministro di grazia e giustizia conte Siccardi Giuseppe per diminuire i privilegi riconosciuti al clero. Approvate dopo aspri scontri parlamentari, suscitarono vibrate reazioni da parte della Santa Sede.

 

Legittimismo

Dottrina politica che rivendicava la necessità di un ritorno alla tradizione assolutistica, attraverso la conferma del potere dinastico, spettante per grazia di Dio, ai sovrani spodestati dalla rivoluzione francese. All'epoca della Restaurazione fu teorizzato in modo particolare dal J. de Maistre e L. De Bonald. Un vero e proprio partito legittimista si formò in Francia dopo la rivoluzione del 1830 per combattere la dinastia orleanista, a sostegno della causa dei Borboni.

 

Morganatico (matrimonio)

Unione tra un sovrano o una sovrana e una donna o un uomo non nobile, valida agli effetti religiosi, ma che esclude il coniuge e gli eventuali figli dalla successione dei titoli e del patrimonio.

 

Neoguelfismo

Movimento d'opinione che si sviluppò a partire dalla pubblicazione del saggio di Vincenzo Gioberti Del primato morale e civile degli italiani (1843), in cui si sosteneva che il risorgimento dell'Italia doveva avere a fondamento la religione cattolica e a propria guida il papa: il pontefice avrebbe mantenuto il suo potere temporale e gli sarebbe spettata la presidenza onoraria di una federazione di stati italiani. Gli ideali neoguelfi, ripresi da Cesare Balbo nelle Speranze d'Italia (1844) in chiave antisabauda, si diffusero rapidamente agli esordi del pontificato di Pio IX.

 

Prediale (imposta)

Imposta che gravava sulla proprietà fondiaria.

 

Quadrilatero

Il baluardo difensivo degli austriaci nel Lombardo-Veneto dopo il 1815, costituito dalle fortezze di Peschiera, Verona, Mantova e Legnago.

 

Restaurazione

Termine con cui si indica comunemente il periodo 1815-1830, che non deve essere interpretato come ritorno puro e semplice all'antico regime. In realtà ovunque, dopo il 1815, rimasero in vigore nel campo amministrativo, legislativo, finanziario e militare numerose leggi, metodi e usanze di origine rivoluzionaria o napoleonica; in molti stati rimase in servizio una parte notevole del personale amministrativo, militare e diplomatico che aveva servito durante il periodo napoleonico. Le monarchie della restaurazione furono dunque, in buona parte, le dirette continuatrici delle monarchie napoleoniche e di quelle assolutistico-riformatrici della seconda metà del Settecento; furono cioè essenzialmente delle monarchie amministrative, quasi sempre fortemente accentrate e fornite di legislazioni che in generale lasciavano ormai poco posto ai privilegi giuridici della nobiltà e del clero e sanzionavano il concetto borghese della proprietà.

 

Statuto albertino

Costituzione concessa il 4 marzo 1848 da Carlo Alberto re di Sardegna, modellata sulla costituzione francese del 1830 e su quella belga del 1831. Gli 84 articoli prefiguravano una monarchia costituzionale con un Senato di nomina regia e una Camera dei deputati eletti con suffragio censitario, nella quale il sovrano deteneva ampi poteri esecutivi, legislativi e giudiziari. Nella pratica tuttavia, soprattutto dall'avvento di Cavour alla presidenza del Consiglio nel 1852, si passò ad un regime "parlamentare", con l'affermazione del principio della responsabilità del governo di fronte al sovrano. Nel 1861 lo Statuto albertino divenne la carta costituzionale del Regno d'Italia.