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Periodici e giornali

Bergamo o sia Notizie patrie. Diario guida di Bergamo e provincia (dal 1815 al 1892)

Annuario iniziato nel 1815 da Carlo Facchinetti e da costui diretto fino alla morte avvenuta nel 1853. Conteneva numerose notizie sulla cronaca dei più importanti avvenimenti accaduti in città e provincia e statistiche amministrative del territorio bergamasco. Le Notizie patrie uscirono fino al 1892 e ad esse collaborarono illustri studiosi bergamaschi quali il canonico Giovanni Finazzi, il conte Carlo Lochis, Gabriele Rosa, Antonio Tiraboschi, Angelo Mazzi, Elia Zerbini, l'abate Giuseppe Bravi, Gabriele Dossi e Pasino Locatelli.
La consultazione dell'almanacco è utile per raccogliere informazioni sui personaggi più illustri della città attraverso i necrologi scritti in occasione della loro morte; sulle cariche istituzionali della città compresi i consigli di amministrazione di opere pie e le parrocchie della città e della provincia; sulla suddivisione amministrativa e il numero degli abitanti dei comuni bergamaschi. Presso la Biblioteca civica A. Mai è conservata la raccolta completa.

 

Giornale di Bergamo (già Gazzetta provinciale di Bergamo, Giornale della Provincia di Bergamo)

Nel 1829 si chiamava Giornale della provincia di Bergamo, era un giornale di orientamento liberale ed era diretto dall'avvocato Adolfo Gustavo Maironi da Ponte, figlio di Giovanni; . Fino al 1834 diede spazio soprattutto agli argomenti letterari e artistici, mentre successivamente anche a temi economici; tra i suoi collaboratori vi erano Daniele Gritti, il dott. Alessandro Venanzio, G. B. Cremonesi, Giovanni Capsoni e Cesare Correnti. Dal 1840 la direzione del giornale passò a Giovanni Capsoni, medico di origini pavesi e direttore dell'Ospedale maggiore e successivamente, nel 1845, al professor Luigi Comaschi e al dottor Venanzio, che rinnovarono il periodico non solo nella veste grafica, ma anche nella redazione, avvalendosi della collaborazione di Luigi Alemanni, Gerolamo Calvi, Giovanni Ruspini e Gabriele Rosa.
Il 28 marzo 1848 la testata assunse il nome di Giornale di Bergamo e riportò gli atti del Governo provvisorio della città e della provincia e le notizie e i commenti del periodo insurrezionale, compresi i bollettini della guerra. In seguito all'insuccesso della rivoluzione, accanto ai temi amministrativi tornò a privilegiare temi economici e artistico-letterari, con nuove collaborazioni.
Dal 9 gennaio 1852 fu diretto da Giovan Battista Cremonesi che chiamò a collaborare Pasino Locatelli, nominato anche redattore della parte politica. Nel 1856 il giornale prese il nome di Gazzetta di Bergamo e divenne il giornale dei liberali moderati.

 

L'Unione

Giornale di tendenza repubblicana, pubblicato in Bergamo dal 15 aprile al 29 luglio 1848, sotto la direzione di Gabriele Rosa e grazie al sostegno del finanziere Carlo Ceresa. Il giornale usciva tre giorni la settimana (martedì, giovedì e sabato). Il primo numero fu pubblicato da Natali mentre i restanti da Mazzoleni. E' una fonte importante per comprendere l'orientamento del partito democratico-repubblicano della città.