Brevi biografie dei protagonisti del primo Risorgimento bergamasco

Francesco NULLO

(Bergamo 1 marzo 1826 - Krzykawka, Polonia 5 maggio 1863)

Figlio di un commerciante e industriale tessile della città, fu un esponente del partito d'azione e uno dei più stretti collaboratori di Garibaldi.
Dopo aver frequentato le scuole elementari dei Tre Passi in città, proseguì gli studi presso il Ginnasio vescovile di Celana e infine studiò presso una scuola tecnico-commerciale a Milano.
Nel biennio 1848-1849 partecipò attivamente alle insurrezioni. Allo scoppio delle Cinque Giornate partì per Milano a sostenere la rivolta; nell'aprile andò a Treviso per dare man forte agli insorti di quella città, minacciata dalle truppe del generale Nugent ma, il 14 giugno, in seguito alla resa, con gli altri volontari tornò a Milano. Poco dopo Francesco Nullo decise di partire con Gabriele Camozzi per raggiungere lo Stelvio in qualità di artigliere. In seguito alla sconfitta di Custoza riparò con i componenti dei Corpi Volontari in Svizzera, per poi passare in Piemonte dove, con altri volontari, fu arruolato nella Divisione Lombarda.
Nullo rimase in Piemonte fino alla primavera del 1849 e, dopo la sconfitta di Novara, ottenne, previa domanda, la dispensa dal servizio dell'esercito sardo in cui ricopriva l'incarico di sottotenente. Ottenutala, raggiunse Garibaldi impegnato nella liberazione di Roma. Aggregato ai 'Lanceri della morte' partecipò agli scontri con le truppe francesi ed ebbe modo di conoscere personalmente Mazzini e Garibaldi; quest'ultimo, apprezzandone il valore, gli affidò incarichi di fiducia molto delicati. All'inizio di luglio, quando ormai la Repubblica Romana era sconfitta, seguì Garibaldi che voleva dirigersi verso Venezia per portare aiuto agli insorti, ma la marcia venne arrestata prima del capoluogo veneto dagli austriaci e Nullo riuscì a ritornare in Lombardia.

Si rifugiò a Caprino, dove completò gli studi mercantili e poi decise di seguire le orme paterne aprendo uno stabilimento tessile a Clusone per la lavorazione di lino, canapa e cotone; nell'aprile 1857 la ditta fu trasformata in Società in accomandita semplice e Francesco Nullo ne fu nominato gerente responsabile.
Nel maggio 1859, iniziata la seconda guerra d'indipendenza, si unì ai Cacciatori delle Alpi sotto il comando di Garibaldi. Dopo le eroiche gesta di Varese e San Fermo, il Nullo con altri patrioti bergamaschi seguì Garibaldi nella liberazione di Bergamo e nella spedizione verso Brescia. I volontari però vennero assaliti dagli austriaci a Rezzato e Treponti, alle porte di Brescia, e in questa occasione Nullo ebbe modo di dare un'altra prova del suo valore militare.
Quando Garibaldi decise di lasciare il comando della brigata Cacciatori delle Alpi per assumere l'incarico di Comandante in seconda dell'esercito della Lega militare, sorta tra Toscana, Romagna, Modena e Parma, Nullo raggiunse il suo capo in Romagna, dove rimase fino al novembre del 1859. Tornò poi a Bergamo ad occuparsi nuovamente del commercio delle sete.
Nel maggio del 1860, assieme a Francesco Cucchi, si occupò dell'arruolamento dei volontari per la spedizione dei Mille e il 5 maggio salpò da Quarto insieme al generale. Durante la spedizione fu di aiutante di campo di Garibaldi e si distinse per coraggio ed eroismo nella battaglia di Calatafimi (15 maggio) e nella presa di Palermo (27 maggio), meritandosi la promozione a capitano. All'inizio di luglio fu inviato a Bergamo da Garibaldi ad arruolare un nuovo contingente di volontari e, assolto l'incarico, ritornò in Sicilia, dove fu incaricato dello sbarco in Calabria e dell'assalto al Forte di Altafiumara, assalto che aveva lo scopo di proteggere la traversata della restante parte dell'esercito garibaldino. Il 7 settembre, a fianco di Garibaldi, entrò trionfalmente a Napoli e qualche settimana dopo fu uno dei protagonisti della battaglia del Volturno (1-2 ottobre), meritandosi la promozione a tenente colonnello. Prima dello storico incontro di Teano fu incaricato della spedizione nel Sannio (12-20 ottobre) per reprimere la rivolta filoborbonica; l'esito della missione non fu però quello sperato.
Ritornato a Bergamo, nel maggio 1862 fu coinvolto nei fatti di Sarnico. Garibaldi, che si trovava a Trescore per delle cure, tentò di organizzare una spedizione in Tirolo per la liberazione di Trento e Nullo provvide all'arruolamento degli uomini necessari. Il 14 maggio, mentre truppe regie circondavano Sarnico e Lovere, Nullo fu arrestato a Palazzolo e, nonostante le proteste di Garibaldi rivolte al Ministro degli interni, venne tradotto nelle carceri di Alessandria dove rimase fino al 10 giugno.
Nell'agosto del 1862 combattè con Garibaldi sull'Aspromonte. I due vennero incarcerati: il 'duce dei Mille' nella Fortezza di Varignano vicino a La Spezia, mentre il Nullo nel Forte di Fenestrelle presso Torino, dove rimase fino al 5 ottobre.
Il 19 aprile 1863 con alcuni volontari bergamaschi, tra cui Luigi Caroli, partì in aiuto degli insorti polacchi. Appena giunto si rese conto che la situazione in Polonia era molto difficile e che il sostegno popolare alla rivolta e i mezzi a disposizione dei patrioti erano inferiori al previsto. Ciononostante Nullo non si perse d'animo e cercò di organizzare al meglio l'insurrezione. Morì combattendo eroicamente contro le truppe cosacche il 5 maggio 1863.

 

Scritti di su F. Nullo:
L. Stefanoni, Francesco Nullo martire in Polonia, Milano, C. Barbini, 1863.
G. Cesare Abba, Ritratti e profili. Francesco Nullo, S.T.E.N., Torino, 1912, pp. 71-79.
G. Locatelli Milesi, Francesco Nullo e Gabriele Camozzi. Cenni biografici, Bergamo, Bolis, 1894.
Id., Per Francesco Nullo. In Memoriam, Bergamo, Arti Grafiche, 1 ottobre 1907.
Ciro Caversazzi, Per Francesco Nullo, Numero unico, Arti Grafiche, 1 ottobre 1907.
G. Locatelli Milesi, Francesco Nullo, in "Bergomum", 1932, 4.
G. Gervasoni, Francesco Nullo, in Bergamo e i Mille a cura del Liceo Sarpi, Bergamo, Arti Grafiche, 1932.
Profilo di F. Nullo, in Bergamaschi caduti per la libertà dei popoli (a cura di C. Caversazzi), in "Bergomum", n. 2-3, aprile-settembre, pp. 65-80.
Alfonso Vajana, Un precursore dell'Unità Europea Francesco Nullo, Bergamo, Ed. S. Alessandro, 1957, 2a ed. (1a ed. 1939).
G. Antonucci, Per la biografia di Francesco Nullo, in "Bergomum", 33, 1939, 130.
Giuliana Donati Petteni, Francesco Nullo, in A. Agazzi, Le 180 biografie dei Bergamaschi dei Mille; Istituto Civitas Garibaldina, Comune di Bergamo, 1960, pp. 59-134.