Brevi biografie dei protagonisti del primo Risorgimento bergamasco

Federico ALBORGHETTI

(Mapello, Bergamo 25 aprile 1825 - Bergamo 21 settembre 1887)

Compì i primi studi presso il collegio di Martinengo e quelli superiori al liceo di Bergamo. Si iscrisse poi a medicina a Pavia, interrompendo gli studi per partecipare all'insurrezione del 1848.
A capo di un manipolo di uomini si mosse da Mapello, dove risiedeva, verso Bergamo, dove diede manforte ai rivoltosi nella presa di porta Broseta e delle carceri di San Francesco in Città alta. Quando venne costituito il Governo provvisorio fu nominato segretario.
Ritornati gli austriaci, riparò a Lugano, dove ebbe modo di incontrare Giuseppe Mazzini, che egli ammirava moltissimo e di cui aveva letto con entusiasmo tutti gli scritti. Avvicinatosi alla Giovine Italia fu incaricato di dar vita ad un' insurrezione nella Valle S. Martino. L'Alborghetti, anche se era consapevole che le informazioni di cui disponeva il Mazzini sull'esistenza di insurrezioni nelle valli bergamasche non erano vere, accettò di spostarsi per dar vita alla cosiddetta "guerriglia di Palazzago", che si protrasse dal 7 settembre al 20 novembre 1848 e si concluse con lo scioglimento dei volontari perché non erano giunti gli aiuti in armi e denaro promessi. Proprio la conclusione della guerriglia provocò un forte risentimento dell'Alborghetti nei confronti di Giseppe Mazzini e il suo distacco dal partiota genovese.
Dopo un periodo di esilio, nel 1849, alla ripresa della prima guerra d'indipendenza, partecipò alla battaglia di Novara come capitano dei bersaglieri. In seguito alla sconfitta di Carlo Alberto andò nuovamente in esilio.

Si laureò poi in medicina e chirurgia a Torino e si diplomò in lettere nel Canton Ticino, insegnando per un certo periodo nei licei di Vercelli e Mendrisio.
Nel 1853 si sposò a Lugano e quattro anni dopo usufruì dell'amnistia e fece ritorno a Bergamo. Poiché le autorità austriache non gli riconobbero la laurea conseguita in Piemonte, egli dovette laurearsi nuovamente in medicina e chirurgia a Pavia.
Nel 1859 si arruolò fra i Cacciatori delle Alpi e partecipò ai fatti di Varese e San Fermo.
Con l'unità d'Italia si dedicò alla professione di medico presso il manicomio provinciale di Astino, il Luogo pio Azzanelli e le carceri. Fece parte della Commissione di studio per la pellagra dal 1878 al 1882 e fu componente e relatore della Commissione pellagrologica dall'anno della sua istituzione (1883) fino a quando morì.
Oratore brillante, gli vennero affidati discorsi in occasione di pubbliche cerimonie. Fu anche un pubblicista eclettico e giornalista: dal 1871 al 1883 diresse la "Gazzetta di Bergamo". Compì inoltre degli studi di storia patria. Morì nella sua villa in Città alta il 21 settembre 1887.

 

Principali pubblicazioni di F. Alborghetti (Si tralasciano gli scritti di carattere medico):
Il 13 aprile a Bergamo, Bergamo, Mazzoleni, 1848.
La spedizione degli italiani in Polonia, Bergamo, Pagnoncelli, 1863.
Gabriele Camozzi (Necrologio), Bergamo, Pagnoncelli, 1869.
La vita di Donizetti e di Simone Mayr, Bergamo, Gaffuri e Gatti, 1875.
La guerriglia di Palazzago, in Alcuni scritti, pp. 63-163, Bergamo, Stab. Tipo-litografico Gaffuri e Gatti, 1883.
La peste di Bergamo del 1630, in Ibidem, pp. 25-62.

Scritti su F. Alborghetti:
Pasino Locatelli, Il dottor Federico Alborghetti. Cenno necrologico, in "Gazzetta provinciale di Bergamo", 22 settembre 1822.
Bergamo o sia Notizie patrie, 1888.
Antonio Capuani, Federico Alborghetti, in "Rivista di Bergamo", a. IV, n. 46, ottobre 1925, pp. 2538-2543.
Severino Maggi, Federico Alborghetti. Patriota dimenticato, in "L'Eco di Bergamo", 17 gennaio, 1942. (1847).
Maria Luisa Crosio, Dei maggiori patrioti bergamaschi del 1848, in "Bergomum", 1948, 1-2, pp. 41-42.
Rosandra Picchiottini, Federico Alborghetti e la guerriglia di Palazzago, Storia del volontariato bergamasco, Istituto Civitas Garibaldina, Bergamo, 1960, pp. 123-139.
G. Gervasoni, Alborghetti Federico, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, vol. 2, 1961, p. 44.