Brevi biografie dei protagonisti del primo Risorgimento bergamasco

Vittore TASCA

(Bergamo 7 settembre 1821 - ivi 21 aprile 1891)

Discendente da una nobile famiglia, studiò a Pavia dove si laureò in Legge.
Durante l'insurrezione del 1848 fu uno dei promotori della Guardia nazionale quale strumento di difesa dei cittadini contro le prepotenze dei militari austriaci. Inoltre, fu uno dei più attivi negli scontri che contrapposero la popolazione alle truppe austriache , in particolare evitando che i militari usciti dalla Caserma di S. Giovanni andassero a portare rinforzi ai commilitoni che difendevano la polverierai.
Nei giorni successivi decise di combattere nell'esercito regolare sabaudo e sul campo di Roverbella fu insignito del grado di sottotenente. Dopo la sconfitta piemontese si rifugiò a Lugano in Svizzera, dove si trovavano anche Gabriele Camozzi e G. Mazzini; quest'ultimo insisteva con i patrioti bergamaschi perché promuovessero la guerriglia nella loro provincia e inviò nell'alta Lombardia Gabriele Camozzi e Vittore Tasca per verificare se esistessero effettivamente le condizioni per una nuova insurrezione. Mancando tali condizioni, l'dea di Mazzini venne abbandonata.
Da Lugano si portò per un breve periodo a Firenze, importante centro dell'emigrazione politica, e poi si recò a Torino.

In marzo, alla ripresa della guerra, tornò a Bergamo con l'intento di favorire e sostenere la rivolta, ma la definitiva sconfitta di Carlo Alberto fece svanire ogni speranza, sicché Tasca, ricercato, si rifugiò in Svizzera, da dove alcuni mesi dopo, ottenuta l'amnistia, ritornò in patria.
Poco prima che iniziasse la seconda guerra di indipendenza si recò per conto di una società bacologica in Oriente per acquistare dei bachi di qualità, sicché non poté partecipare alle varie fasi del conflitto.
Prese parte invece all'impresa dei Mille, durante la quale ebbe modo di mostrare il suo valore diventando uno dei migliori amici di Garibaldi e meritandosi il grado di maggiore. Il Governo lo insignì per merito dell'ordine della Croce di Savoia.
Ritornato a Bergamo fu circondato dalla stima dei suoi concittadini, che lo elessero più volte consigliere comunale. Fu nominato presidente del Comitato bergamasco per l'emigrazione veneta e per lungo tempo comandante della Guardia Nazionale; inoltre promosse l'istituzione del Tiro a segno.
Scoppiata la terza guerra d'indipendenza vi partecipò nel Corpo dei volontari istituito da Garibadi, in qualità di comandante di un reggimento che combatté con valore in Tirolo.
Ammiratore di Garibaldi si impegnò affinché a Bergamo sorgesse un monumento che ne tenesse viva la memoria e nella sua villa di Brembate eresse, sempre in onore di Garibaldi, un "museo" ove raccolse memorie e ricordi patriottici.
Fu rappresentante della provincia alla camera dei deputati nell'undicesima, sedicesima e diciassettesima legislatura. Morì nella sua villa di Brembate il 21 aprile 1891.

 

Scritti su V. Tasca:
Giovan Battista Camozzi Vertova, In memoria di Vittore Tasca, Bergamo, Cattaneo, 1892.
Telesforo Sarti, Il parlamento subalpino e nazionale. Profili e cenni biografici di tutti i deputati e senatori eletti e creati dal 1848 al 1890 (legislatura XVI), Terni, Tipografia editrice dell'Industria, 1890, p. 908.
G. Locatelli Milesi, Vittore Tasca, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1900.
Liceo Ginnasio Sarpi, Bergamo e i Mille, pp. 147-155, Biografia di Vittore Tasca, scritta da Ottavio Tempini), Istituto d'Arti Grafiche, Bergamo, 1932.
Maria Luisa Crosio, Dei maggiori patrioti bergamaschi del 1848, in "Bergomum", 1948, 1-2, pp. 42-43.
Pietro Raffaelli, Vittore Tasca, in A. Agazzi, Le 180 biografie dei Bergamaschi dei Mille; Istituto Civitas garibaldina, Comune di Bergamo, 1960, pp. 233-251.