Brevi biografie dei protagonisti del primo Risorgimento bergamasco

Alba CORALLI BELCREDI CAMOZZI

(Casteggio, Pavia 1818 - Venezia 25 febbraio 1886)

Figlia primogenita del notaio Francesco Coralli e di Marianna Cozzi di Valdinizza, studiò nel collegio S. Agostino di Piacenza - un istituto allora in fama di liberalità - e, successivamente, a Milano nel collegio Garnier.
Fu a Milano che assunse i suoi primi impegni politici in qualità di messaggera clandestina in Piemonte e nei ducati. Nel 1842 sposò a Casteggio il conte Carlo Belcredi di Pancarana e Robecco da cui ebbe tre figli. Visse tra Staghiglione, dove vi erano le proprietà del marito, e Casteggio, ma compì anche frequenti visite alle sorelle sposate che vivevano a Milano. Nel 1848 mentre i cognati Carlo Bayer (marito di Enrica) e Felice Casella (marito di Maria) combattevano sulle barricate a Milano, Alba e la sorella Ernesta si occuparono di accogliere e aiutare i militari feriti o dispersi dell'esercito sabaudo.
Dopo il 1848-1849 Maria ed Enrica Coralli furono costrette a rifugiarsi a Genova, centro di raccolta dell'emigrazione democratica e repubblicana, e presero alloggio in un'ala della villa occupata dai fratelli Camozzi, Gabriele e Giovan Battista, proscritti dal governo austriaco. Qui le sorelle Coralli fondarono un educandato femminile con indirizzo "premontessoriano", che prese il nome di Istituto Casella dal cognome del marito di Maria, il pittore Felice Casella. Alba Coralli si recò spesso a Genova in visita alle sorelle, colaborando alla gestione dell'istituto. Nel capoluogo ligure, oltre a aderire alla Giovine Italia ed entrare in familiarità con Maria Mazzini madre di Giuseppe, ebbe modo di frequentare Gabriele Camozzi e avere con lui una relazione sentimentale. Scoppiato il colera a Genova, nel 1854, i due si impegnarono a soccorrere le vittime. L'anno dopo, Alba fondò il giornale La Donna.

Morti i genitori, il marito, i cognati e le sorelle nel giro di tre anni, Alba, nel 1853, decise di prendere in casa i nipoti orfani, educandoli con i suoi figli Pietro e Rodolfo, aiutata da Gabriele Continuò nel frattempo il suo impegno politico, sempre insieme a Camozzi: nella loro casa di Genova, allo Zerbino, si riunivano i patrioti esuli e nel dicembre 1858 venne ascoltato per la prima volta L'inno a Garibaldi.
Nel 1859 si sposò in seconde nozze con Camozzi, da cui ebbe due figli: Lisa (1860) e Attilio (1862).
Dopo l'unità d'Italia, si trasferì da Genova a Torino per seguire il marito, eletto deputato al Parlamento nazionale. Le loro posizioni politiche erano in quegli anni divergenti e causa di accese discussioni, in quanto, mentre Gabriele assunse posizioni moderate e filogovernative, Alba restò fedele agli ideali democratici.
Durante le campagne della seconda e terza guerra di indipendenza, Alba si occupò dei collegamenti, ma successivamente non ebbe più occasione di impegnarsi direttamente nella causa nazionale, preferendo occuparsi della cura dei figli e di opere assistenziali: a Dalmine, dove c'era la residenza di campagna e l'azienda agricola di Gabriele Camozzi, fondò una scuola professionale femminile e una di apicoltura.
Nel 1865 morì, a soli 3 anni, l'ultimogenito Attilio, e quattro anni dopo, nel 1869, fu la volta di Gabriele Camozzi. Ella gli soppravvisse per 17 anni e morì a Venezia nel 1886, dove viveva la figlia Lisa sposata Danieli. La salma fu successivamente trasferita a Bergamo.

 

Scrtti su A. Coralli:
Ernesta Pellizza Marangoni, Piccolo mondo garibaldino. Donna Alba Coralli Camozzi, Società anonima editrice Dante Alighieri, 1934.
Ippolito Negrisoli, Gabriele Camozzi e Alba Coralli, in "Rivista di Bergamo", 1934, febbraio.
Rachele Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, Baldini & Castoldi, 1995, pp. 340-341, ad vocem.
M. Gelfi, Una storia familiare e politica nell'età del Risorgimento: Alba e Gabriele Camozzi, in "Storia in Lombardia", 1994, 2, pp. 241-243.
Adriana Bortolotti, Lettere tra Gabriele Camozzi e Alba Coralli (1851-1869), Quaderno ad uso didattico, Museo storico della città, Bergamo, 1999.

Si veda in bibliografia il riferimento al carteggio Gabriele Camozzi-Alba Coralli Belcredi nell'archivio Camozzi-Danieli.