Brevi biografie dei protagonisti del primo Risorgimento bergamasco

Pietro MORONI

(Bergamo 1772 [per il Belotti è 1772, per Barbara Cattaneo è 1782] - ivi 7 agosto 1858)

Di nobile origini fu un magistrato integerrimo, filantropo e uomo di cultura.
Nel 1826 fu nominato podestà di Bergamo, incarico che resse fino al 1849 quando si dimise. Nel 1848 partecipò all'insurrezione bergamasca ed entrò a far parte del Governo provvisorio presieduto da Francesco Roncalli. Fu inoltre nominato rappresentante per Bergamo nel Governo centrale di Milano e per le sue posizioni moderate non risultò articolarmente gradito alle correnti più avanzate del movimento liberale milanese.
Oltre a rivestire cariche politiche, svolse un'intensa attività intellettuale come studioso di storia patria: tenne varie commemorazioni presso il patrio Ateneo e nel 1839 fu pubblicato da Natali un suo saggio sulla poetessa Lesbia Cedonia (Paolina Secco Suardo), mentre lo studio sull' abate Agostino Salvioni uscì nel 1854 per conto della stamperia Mazzoleni. Alla sua morte rimasero invece inediti gli studi su Francesco Maccarani, sul cardinale Guglielmo Longo, sui viaggi e sugli scritti di Costantino Beltrami. Di tutti questi personaggi tenne altrettante commemorazioni presso l'Ateneo di scienze, lettere e arti di Bergamo.
La sua attività intellettuale non si esaurì con quanto appena descritto; ad essa aggiungere la collaborazione al "Giornale d'Indizi per la Provincia di Bergamo" con articoli concernenti le arti e l'archeologia patria. Nel periodo 1847-1848 assunse l'incarico di preside del Liceo di Bergamo e dal 1856 presiedette la Società Industriale bergamasca che, grazie al suo impegno, riprese le sedute dopo sette anni di interruzione.

 

Scritti su P. Moroni:
Bergamo o sia notizie patrie. Diario guida di Bergamo, 1859, pp. 128-130.
Maria Luisa Crosio, Dei maggiori patrioti bergamaschi del 1848, in "Bergomum", 1948, 1-2, p. 45.