Città e provincia di Bergamo

Assetto urbanistico della città

Durante tutta la prima metà dell'Ottocento proseguì il processo di spostamento del centro economico dalla parte alta a quella bassa della città, ossia verso i borghi di San Leonardo, Sant'Antonio, Santa Caterina e Palazzo.
I borghi rappresentavano glia assi di espansione urbana e si protendevano al di fuori della cerchia delle muraine, le mura quattrocentesche lungo le quali vi erano le porte (Broseta, Osio, Cologno, Sant'Antonio, S. Caterina) che delimitavano lo spazio urbano da quello extraurbano: le merci che vi transitavano pagavano il dazio. Dalle porte partivano le strade più importanti, che a raggiera attraversavano l'intera provincia e, oltre quella, congiungevano Bergamo ai capoluoghi o ai centri più popolosi delle provincie limitrofe.
Nel 1837 fu costruita una nuova porta con funzione di barriera daziaria: la Barriera o Porta delle Grazie (poi Porta Nuova), che immetteva direttamente allo spazio urbano del Prato di S. Alessandro e agli importanti edifici e istituzioni che vi sorgevano (la Fiera, il teatro Riccardi, il Campo di Marte, la Chiesa di San Barolomeo, la caserma di Santa Marta, ecc.). In particolare la Fiera, posta nel largo spazio antistante l'Ospedale Maggiore e al confine tra i primi due borghi, già da alcuni secoli era il simbolo del dinamismo economico e commerciale della città.
Alla Porta Nuova si congiunsero poco più tardi due importanti arterie che modificarono la struttura urbanistica della città: quella verso sud che raggiunse la stazione ferroviaria, inaugurata nel 1857, e la Ferdinandea (i lavori per la sua costruzione ebbero inizio nel 1838 anno della visita dell'imperatore austriaco in città), che scendeva dalla porta Sant'Agostino a nord. Con la costruzione di questa strada l'accesso a città alta da città bassa sarebbe avvenuto attraverso questa direttrice e non più da via S. Alessandro e Porta S. Giacomo. Attorno alla Ferdinandea, destinata nel lasso di poco tempo a diventare la vera arteria urbana, sorsero nuovi edifici adibiti ad abitazioni, negozi, uffici e caserme e ciò contribuì ad accentuare ulteriormente lo spostamento di funzioni dal colle verso la parte bassa della città.
Sul colle era ubicato il nucleo più antico, compreso nelle cinquecentesche mura venete. Vi si accedeva attraverso le porte di S. Alessandro, S. Giacomo, S. Agostino e S. Lorenzo. Verso la metà dell'Ottocento stava per concludersi il progressivo spostamento di funzioni (residenziale, economica, politica) dalla parte alta a quella bassa della città; nella prima restavano ancora per poco quelle politiche (il trasferimento del Palazzo comunale dalla sede dell'attuale Biblioteca Civica al palazzo della Pretura in città bassa avverrà nel 1874) e quelle religiose, con il Duomo e la sede vescovile.

Numerosi furono gli interventi edificatori realizzati negli anni a ridosso dell'insurrezione del 1848 come mostra il seguente prospetto:

PERIODO COSTRUZIONI ARCHITETTO
1826-28 Scuole dette dei Tre passi (poi dedicate ad Antonio Locatelli).
Nuovo Seminario in via Arena.
Giovanni Bianconi
1837 Propilei di Porta Nuova. Giuseppe Cusi
1838 Palazzo Stampa (sotto le mura in Borgo Pignolo). Ferdinando Crivelli
1840 Chiesa di S. Andrea. Ferdinando Crivelli
1841 Chiesa di Sant'Anna.
Palazzo Frizzoni attuale municipio.
Giuseppe Berlendis
Rodolfo Vantini
1846 Palazzo del ginnasio-liceo costruito sull'area dell'ex convento di Rosate. Ferdinando Crivelli
Mia elaborazione dei dati desunti da Luigi Angelini, Lo svilupppo urbanistico di Bergamo nei secoli. La progressiva configurazione della "forma urbis", Formazione di Bergamo moderna riepilogo delle vicende urbanistiche dal 1797 al 1951. Documenti, a cura di Vanni Zanella, Comune di Bergamo, Assessorato all'Urbanistica, 1962; Walter Barbero, Bergamo, Milano, Electa, 1985, p. 171; M. L. Scalvini, G. P. Calza, P. Finardi, Bergamo, Roma-Bari, Laterza, 1987, p. 112.

 

Documenti

1. Pianta di Bergamo dell'ingegnere architetto Giuseppe Manzini (1816)

 

2. Pianta di Bergamo dell'Istituto regio militare austriaco (1838)

 

3. Pianta della città con rimandi suddivisi in Stabilimenti civili e militari del prof. cav. Vincenzo De Castro (1869)