Cronologie

Le guerre d'indipendenza

Sono le tre guerre che il Regno di Sardegna prima e il Regno d'Italia poi combatterono contro l'Austria durante il Risorgimento (1848-1849, 1859, 1866) per portare a compimento l'unità d'Italia.

  Fatti di rilevo

I guerra d'indipendenza

Fu dichiarata all'Austria dal re di Sardegna, spinto dalle notizie delle vittoriose insurrezioni di Venezia e delle "Cinque giornate di Milano". All'esercito sardo-piemontese si unirono inizialmente delle truppe inviate da Pio IX, dal re delle Due Sicilie e dal granduca di Toscana.
Dopo alcune vittorie, l'esercito sardo-piemontese fu duramente sconfitto a Custoza dal maresciallo Radetzky. Nel 1849 Carlo Alberto riprese le ostilità, fu sconfitto a Novara e abdicò.

1848

23 marzo: Il Regno di Sardegna dichiara guerra all'Austria.
29 aprile: Allocuzione contro la guerra del papa Pio IX: ordina il ritiro delle truppe pontificie, che non ubbidiscono.
30 aprile: A Pastrengo i piemontesi obbligano gli austriaci a ritirarsi.
28 maggio: I volontari toscani resistono, a Curtatone e Montanara, all' offensiva austriaca.
30 e 31 maggio: Vittorie piemontesi a Goito e a Peschiera.
24-25 luglio: Vittoria austriaca a Custoza.
9 agosto: Il comandante austriaco Radetzky e il generale piemontese Salasco firmano l'armistizio.

1849

12 marzo: Il Regno di Sardegna denuncia l'armistizio.
23 marzo: Vittoria austriaca a Novara; Carlo Alberto abdica.
24 marzo: Armistizio di Vignale tra il nuovo re Vittorio Emanuele II e Radetzky
6 agosto: Pace di Milano

II guerra d'indipendenza

Cavour alleatosi con la Francia di Napoleone III (accordi di Plombières 20-21 luglio 1858) provocò l'Austria a dichiarare guerra al Regno di Sardegna (26 aprile 1859): Piemontesi e Francesi sconfissero ripetutamente gli austriaci e conquistarono la Lombardia.
Invece di proseguire fino alla conquista del Veneto, Napoleone III (preoccupato per le perdite subite a Solferino e per le insurrezioni in Italia centrale) concluse l'armistizio di Villafranca con Francesco Giuseppe (11 luglio) senza avvertire Cavour. Il trattato di pace di Zurigo ratificò poi la cessione della Lombardia al Regno di Sardegna.

1859

26 aprile: L'Austria dichiara guerra al Regno di Sardegna.
14 maggio: Napoleone III assume ad Alessandria il comando supremo dei franco-piemontesi.
20 maggio: Vittoria franco-piemontese a Montebello.
23 maggio: I Cacciatori delle Alpi di Garibaldi sconfiggono gli austriaci a S. Fermo (Varese).
31 maggio: Vittoria franco-piemontese a Palestro.
4 giugno: Vittoria franco-piemontese a Magenta.
8 giugno: Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano a Milano.
24 giugno: I francesi battono gli austriaci a Solferino e i piemontesi vincono a San Martino.
11 luglio: Armistizio di Villafranca fra Francesco Giuseppe e Napoleone III.
10 novembre: Pace di Zurigo.

III guerra d'indipendenza

Nel conflitto austro-prussiano, l'Italia si alleò con la Prussia (aprile 1866) con la prospettiva di ottenere in compenso il Veneto. Duramente sconfitta per terra a Custoza e per mare a Lissa, grazie alla vittoria prussiana a Sadowa, l'Italia ottenne ugualmente il Veneto con la pace di Vienna.

1866

8 aprile: Trattato di alleanza tra Italia e Prussia.
14 aprile: La Prussia entra in guerra contro l'Austria.
20 giugno: L'Italia dichiara guerra all'Austria.
24 giugno: Vittoria austriaca a Custoza.
3 luglio: Vittoria prussiana a Sadowa.
20 luglio: Vittoria navale austriaca a Lissa.
21 febbraio: Vittoria a Bezzecca dei volontari garibaldini.
12 agosto: Armistizio di Cormons.
3 ottobre: Pace di Vienna.

 

La prima guerra d'indipendenza

L'esercito piemontese avanzo in Lombardia senza incontrare resistenza, in quanto le truppe austriache si erano ritirate verso il Quadrilatero, un'ampia zona fortificata tra Mantova, Legnago, Verona e Peschiera del Garda. Qui si ebbe una prima vittoria piemontese, a Pastrengo (30 aprile). In seguito gli austriaci cercarono di effettuare una manovra di aggiramento, per sorprendere l'esercito piemontese; la manovra però non riuscì per l'intervento dei volontari toscani, che bloccarono l'esercito austriaco a Curtatone e Montanara: il loro sacrificio permise a Carlo Alberto di prepararsi ad affrontare l'esercito austriaco e di batterlo a Goito (30 maggio 1848). Nel luglio del 1848 però gli austriaci ripresero l'iniziativa e sconfissero i piemontesi a Custoza (25-27 luglio), costringendo Carlo Alberto a ritirarsi ed a richiedere l'armistizio (Salasco, 9 agosto).
La seconda fase della guerra si svolse per intero in Piemonte, perché quando Carlo Alberto dichiarò nullo l'armistizio (12 marzo 1849), gli austriaci attraversarono il Ticino e sconfissero l'esercito piemontese a Novara (23 marzo).

 

La seconda guerra d'indipendenza

Quando l'Austria dichiarò guerra al Regno di Sardegna, l'imperatore ordinò di far avanzare l'esercito austriaco in Piemonte il più rapidamente possibile, sperando di sconfiggere le truppe piemontesi prima dell'arrivo dei francesi: l'esercito piemontese contava appena 63.000 uomini ed era perciò assai meno temibile dei 200.000 francesi che Napoleone III si era impegnato ad inviare. Allo scoppio della guerra ben 20.000 volontari accorsero in Piemonte da tutta l'Italia, richiamati soprattutto dalla presenza di Garibaldi. Cavour preferì però tenere sotto diretto controllo i volontari, per lo più di idee democratiche, ed assegnò alle formazioni garibaldine, i Cacciatori delle Alpi, solo 3.000 uomini.
I primi scontri, a Montebello (20 maggio 1859) e a Palestro (30-31 maggio), si conclusero con la sconfitta austriaca. Intanto Napoleone III aveva portato le truppe francesi a Novara e i Cacciatori delle Alpi erano passati in Lombardia. Anche l'esercito franco-piemontese passò il Ticino, riuscendo a sconfiggere nuovamente le truppe austriache a Magenta (4 giugno), mentre i Cacciatori delle Alpi giungevano fino a Como.
In giugno gli austriaci decisero di ritirarsi dalla Lombardia, mentre alcune truppe resistevano a Melegnano (6-8 giugno). Dopo aver raggiunto Milano (7 giugno), i franco-piemontesi avanzarono verso il confine con il Veneto: qui avvennero le due battaglie di San Martino e Solferino (24 giugno). Le truppe austriache furono sconfitte e costrette a ritirarsi nel Quadrilatero, una zona compresa tra le fortificazioni di Peschiera del Garda, Verona, Mantova e Legnago. A questo punto l'armistizio di Villafranca (11 luglio) mise fine alla guerra,
Cavour avrebbe voluto la continuazione del conflitto, ma Vittorio Emanuele II si oppose e Cavour si dimise. Richiamato a dirigere il governo solo nel gennaio del 1860, ottenne che Napoleone III accettasse l'annessione al Regno di Sardegna della Toscana, dell'Emilia e dei Ducati. In cambio furono cedute alla Francia la Savoia e la regione di Nizza, come previsto dagli accordi di Plombières, anche se il Regno di Sardegna non sarebbe stato tenuto ad osservarli poiché Napoleone III si era ritirato dalla guerra prima della liberazione del Veneto.