Cronologie

Principali avvenimenti culturali e scientifici

1761-1837 Nel 1761 nasce Filippo Buonarroti, esponente di quella corrente del movimento socialista che affronta il tema della trasformazione sociale del dominio politico. Secondo Buonarroti il potere statale deve essere conquistato per via rivoluzionaria, al fine di instaurare una "dittatura" di uomini "virtuosi"; tale dittatura è però una fase transitoria, che dovrebbe sfociare in un secondo tempo nella costruzione di una società fondata sulla comunione della proprietà e del godimento dei beni. Le idee di Buonarroti vengono poi riprese da Louis Blanqui (1805-1881), esponente del movimento repubblicano e socialista francese.
1776 L'espansione del sistema capitalistico industriale diventa oggetto di crescente interesse scientifico da parte degli autori della scuola economica classica, tra i quali Adam Smith. Smith pubblica la Ricchezza delle nazioni, un'opera fondamentale in cui vengono definiti i concetti basilari dell'economia politica e il lavoro è individuato come fonte di tutte le ricchezze.
1817 D. Ricardo, esponente della scuola liberista classica e seguace di A. Smith, pubblica i Principi di economia politica e delle imposte, opera in cui presenta, oltre alla teoria della rendita, il problema del commercio internazionale con il celebre teorema dei costi comparati, il problema delle macchine e la teoria del profitto.
1818-1819 Pubblicazione a Milano del Conciliatore, periodico fondato da un gruppo di aristocratici liberali tra cui Luigi Porro-Lambertenghi e Federico Confalonieri. Il giornale, poi soppresso dalla censura, svolge un'importante funzione culturale e civile.
1821 Giovan Pietro Vieusseux, letterato di origine svizzera, pubblica a Firenze l'Antologia , periodico attivo sino al 1833, che riprende parte delle idee del Conciliatore.
1825 In Inghilterra viene inaugurata la prima linea ferroviaria europea.
1825-1840 Viene pubblicata una serie di opere di autori socialisti utopisti (C. Fourier, C. H. de Saint Simon, R. Owen, L. Blanc e P. J. Proudhon), che criticano l'individualismo proprio del modo di produzione capitalistico e prefigurano una società più equa, fondata sulla cooperazione e sulla solidarietà fra le classi, da realizzarsi non attraverso una fase insurrezionale, bensì con una transizione pacifica. Claude Henry de Saint Simon scrive il Nuovo cristianesimo (1825); Pierre Joseph Proudhon pubblica Che cos'è la proprietà (1840).
1832 Silvio Pellico pubblica Le mie prigioni.
1839 A Pisa si riunisce per la prima volta il Congresso degli scienziati italiani.
Viene inaugurato il primo tratto ferroviario in Italia, la linea Napoli-Portici.
1839-1844 Carlo Cattaneo dirige la prima serie del periodico Il Politecnico
1846 Massimo d'Azeglio pubblica Degli ultimi casi di Romagna.
1848 Appare il Manifesto del Partito Comunista di K. Marx (1818-1883) e F. Engels (1820-1895). Il  testo mette in risalto il ruolo storicamente progressivo della borghesia moderna nella distruzione del vecchio ordine feudale: secondo gli autori infatti, l'avvento della società borghese aveva semplificato la struttura cetuale, incentrandola su due classi, la borghesia e il proletariato, con la prima che sfruttava la seconda. Per il riscatto del proletariato e per un ulteriore progresso della società si rendeva necessaria una rivoluzione, che togliesse il potere economico e politico alla borghesia, eliminasse la proprietà privata e avviasse l'umanità verso una società senza classi, cioè comunista.
Il pensiero di Marx ed Engels assume la denominazione di socialismo scientifico, una corrente di pensiero incentrata sullo studio concreto della realtà economica, con un'attenzione particolare all'analisi dei processi sociali più che all'anticipazione minuziosa dei caratteri della società futura. Il marxismo, a partire dagli anni settanta dell' Ottocento, riesce a indirizzare il movimento operaio verso una concezione più moderna dell'attività politica attraverso la costituzione di autonomi partiti socialisti.
1864 La diffusione di ideologie e valori laici, quando non apertamente antireligiosi, produce nella Chiesa cattolica, in particolare dopo il 1848, un irrigidimento su posizioni intransigenti di rifiuto del mondo moderno, rifiuto che trova la sua massima espressione nel Sillabo, documento emanato nel 1864 dal papa Pio IX per condannare, tra l'altro, teorie filosofico-politiche come il liberalismo e il socialismo.