Apparato didattico - Preghiere patriottiche e discorsi del clero

Allocuzione del vescovo Gritti Morlacchi
nelle esequie per i cittadini morti durante i moti del 1848

 

(I patrioti) a preneder l'armi per allontanare le truppe austriache non furono mossi da cieco impeto di risentimento, non da privato odio, non da spirito di malvagità e di vendette, ma da virtuosa obbedienza, (giacché alla chiamata e al tocco della campana) accorsero persuasi di adempiere al dovere verso l'autorità e verso la patria… L'esercito austriaco era numeroso e composto da soldati veterani, d'animo barbari, formidabili nel maneggio delle armi ed avidi di sangue e di vendetta… eppure stavano tremanti e compresi da terrore entro i loro quartieri: laddove i nostri cittadini erano giulivi in volto e impazienti di affrontare le truppe… Non eravi classe che non gemesse quasi in abietta servitù… e più noi ecclesiastici, che eravamo stretti da doppi ceppi… I formidabili soldati austriaci tentavano uscire dalla nostra città per precipitarsi sopra Milano a rinforzo dei loro compagni ; ma vi si opposero i nostri risolutamente, e a viva forza ricacciatili ne' quartieri ve li tennero per due giorni strettamente assediati… Siccome questi prodi contribuirono alla liberazione della patria, così, per corrispondere al beneficio del Signore e per assicurare in perpetuo questo bene, voi concepite un sentimento unanime, un desiderio vivo, ed esprimete un volere efficace che la Santa Chiesa, la quale finora fu grandemente oppressa, si regga in avanti libera secondo la sua divina istituzione.