«Sui futuri destini di questa nostra carissima terra»
Aprile-maggio 1848: il dibattito attorno alla fusione con il Piemonte

N.i 9442 – 1111 9443 – 1112 Politici

Circolare Orgentissima

La Congregazione Provinciale
di Bergamo

 

Li 30 aprile 1848

    Unione! Unione! Ecco la parola di cui nessun'altra fu proferita in verun tempo con sì immenso effetto pei destini delle nazioni. Ecco la parola che ispirata da Dio all'immortale Pio Nono per la redenzione d'Italia, quasi nel momento istesso in cui facea sorgere a libertà con gesta miracolose i popoli della nostra bella penisola, strettisi fra loro coi legami di fraterno entusiasmo, stendevasi come elettrica scintilla alle altre genti di gran parte d'Europa; presso le quali, al suono di questa portentosa parola, le varie nazionalità, scosse dal letargo profondo in che teneale una politica non basata che sulla forza materiale, stanno ora compiendo la grand'opera della loro ricomposizione, quasi onda che abbandonata alle leggi della natura cerca e trova il suo livello al di sopra degli ostacoli vanamente oppostile dalla debol mano d'un fanciullo.
    Unione! Unione! È la santa parola che recando, con antagonismo vendicatore di dritti finora conculcati dalla tirannide, la dissoluzione nell'accozzamento di popoli, della quale è ora testimonio l'Austriaca monarchia, condur deve a prospero fine anche le sorti della Lombardia e della Venezia, or ora sottrattesi a quell'assurda oppressiva aggregazione di nazioni.
    Unione è la parola che ormai ripetesi da tutte le labbra; che trova un eco unisono in ogni cuore; e colla quale ognuno affretta con brama ardente il momento di suggellarne l'effetto col mezzo legittimo e solenne della nazionale assemblea.
    Ma la convocazione di questa richiede ancor più mesi di tempo, essendo tuttavia sotto discussione la legge elettorale che deve fissarne le basi.
    E intanto le orde nemiche, intrise del sangue italiano, mantengonsi minacciose, e con quotidiana ripetizione d'atti disumani a danno d'infelici nostri fratelli, nelle primarie nostre fortezze. Intanto altre barbariche legioni, che l'Austria, nella impossibilità di volgerle contro gli altri paesi del crollante suo impero, coi quali fu costretta venire a patti, spinge per ultimo sforzo alla agognata riconquista del Regno Lombardo-Veneto, stanno adesso spargendo la desolazione e l'esterminio nelle Venete Provincie. Intanto finalmente all'urgenza che si fa sempre maggiore d'allestire i mezzi necessarj per superare le difficoltà che ancora incontra la definitiva sconfitta dell'agguerrito straniero nemico, quella si aggiunge di impedire che dalla procrastinazione delle decisioni ora pendenti, e più di tutto dalle mene dell'Austria, abbiano a prender piede, con detrimento della pubblica e privata sicurezza, disordini ed anarchia.

Ai Commissarj Distrettuali;
Alla Congregazione Municipale della Città di Bergamo;
Ai Reverendi Parrochi urbani e foresti ed
Alle Deputazioni Comunali

 

    Unione! Ecco la parola salvatrice che con raddoppiato fervore proferisce ognuno concordamente al cospetto degli odierni pericoli. Egli è soltanto dall'unione che noi ancor deboli, benché infiammati da nobile patriotismo, trar possiamo la forza di che abbiamo tanto e sì pressante bisogno.
    Felici noi che il primo passo verso quest'unione apportatrice di forza e di salvezza, ci sta innanzi agli occhi, e non da altro dipendente che dal nostro volere; quale si è per generale sentimento la fusione delle nostre Provincie colla Piemontese Nazione: con questo Stato limitrofo, entrato non è guari nella splendida carriera delle libere costituzionali franchighie, e verso il quale ci chiama il grande interesse della reciproca difesa, avvalorato dalle caldissime simpatie ingeneratesi in ogni cuore pei generosi fratellevoli soccorsi che il Magnanimo CARLO ALBERTO e la prode Sua Armata arrecano alla gran causa dell'Italiana Indipendenza!
    Ad anticipare pertanto i benefici influssi di questa fusione, parecchi onorevoli cittadini sonosi rivolti a questa Congregazione Provinciale colla petizione di cui si occlude alla presente l'esemplare marcato A, ond'essa, siccome organo del voto del paese, premesse opportune pratiche per aprire l'adito al libero concorso di tutti gli altri abitanti della città e provincia che professano l'eguale persuasione, voglia farne soggetto di pronta domanda al Governo provvisorio Centrale Lombardo, nell'intendimento che col mezzo Suo venga reso partecipe l'Eroe piemontese della manifestazione di sifatti sentimenti e desiderj della popolazione, in pendenza delle deliberazioni che sarà per prendere più tardi la nazionale rappresentanza.

    E la Congregazione Provinciale penetrata della evidente necessità del provvedimento, siccome quello che colla ideata fusione della Lombardia col Piemonte sotto lo scettro costituzionale del Re Carlo Alberto, darebbe come immediata conseguenza un governo fortemente costituito, ed un esercito agguerrito, tale da servire di nucleo alla pronta organizzazione d'un armata Lombarda;
    Veduto che il complesso delle odierne circostanze nel dimostrare assolutamente l'estrema urgenza del detto provvedimento, giustifica l'adattamento di misure eccezionali, scostantisi il meno possibile dal rispetto dovuto alla legalità del futuro voto della nazione;
    Veduto finalmente che questo scopo può ottenersi con quanto nel medesimo senso si sta operando nella Provincia di Brescia ed anche in altre;

Ha determinato

    È offerta alla Città di Bergamo, ed in ciascun Comune della Provincia, a chiunque creda approfittarne, sia egli funzionario o privato, di rispettivamente manifestare la propria libera adesione al divisamento summentovato, apponendo la propria sottoscrizione all'atto che si compiega segnato B.
    Al ricevere della presente Circolare tutti quelli ai quali essa è diretta adopreranno senza ritardo per dare alla medesima la più estesa diramazione, onde ogni abitante ne abbia tosto notizia; ingiungendosi espressamente ai Commissarj Distrettuali di mettere tosto in corso espressi pei recapiti ai singoli Comuni.
    E siccome nello scopo di rendere più spedita l'operazione verranno entro la prima metà della corrente settimana (giacché per la fine di essa tutto dev'essere finito) mandati degli appositi Incaricati della Congregazione Provinciale e dei delegati da essi rispettivamente scielti, colle istruzioni parziali che leggonsi riportate nel foglio C; così i Commissarj, e tutti gli altri ai quali la presente è diretta, vorranno prestar mano con ogni impegno, e secondo le rispettive mansioni, a questi Inviati perché il tutto proceda colla massima regolarità ed esattezza, e colla sollecitudine di cui è sì grande il bisogno.
    Per l'ammissibilità delle firme si ritiene la Maggioretà ora stabilita agli anni Ventuno secondo la nuova legge pubblicata dal Governo Provvisorio Centrale Lombardo.
    Si manda un bastante numero di esemplari della presente corredati dei rispettivi allegati, allo scopo che nei Capiluoghi di Distretto col mezzo dei Commissarj, e negli altri Comuni col mezzo delle Deputazioni, ne venga fatta immediata diramazione alle locali Fabbricierie, agli Ispettori Scolastici, ed a tutti gli altri pubblici Funzionarj, e Stabilimenti di qualsiasi categoria, i quali risiedessero in Comune; non che al personale dei Maestri, dei Medici e Chirurghi, ai graduati della Guardia Nazionale ecc. ecc.
    Pel modo di riportare le firme, si veggano le direttive descritte nel suddimesso foglio C.

VIVA ITALIA LIBERA; VIVA PIO IX!

G. NOLI
P. AGLIARDI
G. B. MAFFEIS
G. PESENTI MAGAZZENI
P. ADELASIO
Presidente
Deputato
Deputato
Deputato
Deputato

 

Biblioteca Civica di Bergamo, Archivio Gamba, XXIX, 2338