«Pei copiosi suffragi l'anime loro saliranno al cielo»
Le solenni celebrazioni per i martiri della patria

Versi improvvisati al Banchetto dato
da' Bergamaschi a' Milanesi
il 13 Aprile

 

    O Lombardi, non trova confine
La mia gioia, s'io canto di voi
S'io rimembro le vostre rovine
Mai trov'argine in petto il dolor.
Salve, salve! col nome di Eroi
Giubilando il poëta v'appella,
E la vita gli pare più bella
De' fratelli cantando il valor.

    Salve Italia, a' tuoi vaghi rosai
A' tuoi campi, a' tuoi freschi verzieri
Lo stranier non acceda più mai
Consolato da tanta beltà.
Ne' burroni più foschi, più neri
Dov'eterno s'agglomera il gelo,
Fra le nebbie del nordico cielo,
Dove il Sole più fuoco non ha,

    Ivi rieda, al suo proprio retaggio
Dividendo i rimorsi coi figli,
Ma di qui non riporti che oltraggio,
Questi colli che ha fatto vermigli
Oltre l'alpi lavacri versando,
Vadan sempre i suoi sonni turbando
Sinché inulta l'Italia sarà!

 

Un saluto a Bergamo dalla Contrada
de' Colleoni

 

Estemporaneo

    O cara Bergamo - Suolo d'incanto
Da te non parto - Senza di un canto,
Addio, carissima - Terra d'amor.
Tu mentre il duolo - Molci nel petto
Tempri la cetra - Con tanto affetto
Al pellegrino - Mesto cantor.

    Da questo colle - Dove col guardo
Mille discopro - Già dal codardo
Ozio risorte - Vaghe città
Mi par fra gli angioli - Portato in cielo
Fuor dal caduco - Fragile velo,
Parmi raggiungere - L'eternità.

    Nella purezza - Del tuo splendore
De' tuoi figliuoli - Si specchia il core
E pura l'alma - D'ognun si fa.
In questo libero - Air sereno
In questo asilo - Di grazie pieno
Più bella appare - La libertà.

    Cara, benefica - Diva celeste
Che questa inutile - Terrena veste
Rendi adorata - Per noi quaggiù
Su questi italici - Novelli eroi
Versa la piena - De' beni tuoi,
Sempre diffondi - Nuove virtù.

    O cortesissima - Ospite mia
Che lungi io vada - Da te non fia
Senza l'usato - Canto d'amor.
Salve, magnanima - D'eroi nudrice
Da te partendo - tutto mi dice
Che prediletta - Fosti al Signor.

    Da te partendo - Mi vien sul ciglio
Spontaneo pianto - Siccome al figlio
Che lascia il tenero - Suo genitor.
Sì: figlio sono - Di te pur io
Se tutta Italia - M'è suol natio
Di te son fiero - D'esserlo ancor!

Odoardo Castellano

 

Biblioteca Civica di Bergamo, Archivio Gamba, XXIX, 2262; 4 cc. ms