La famiglia Levi


Vittima della persecuzione razziale


 

 

La famiglia Levi risiede nel comune di Ambivere ed è composta da sette donne legate all’unico maschio, il dottor Guido, che gestisce la farmacia del paese. I coniugi Levi hanno tre figlie, tutte nate ad Ambivere; in casa vive pure una cognata del farmacista mentre due sue sorelle, insegnanti, abitano in paese a poca distanza. Il  signor Guido è persona benvoluta nell’ambiente perché svolge spesso funzioni di medico, consigliando e somministrando medicinali agli abituali utenti della farmacia; ma non gli mancano logicamente i nemici dal momento che le persone da me intervistate riferiscono che lo stesso aderisce al partito fascista e nel 1938 si converte, unitamente ai membri stretti della famiglia, alla religione cattolica(1). All’indomani dell’emanazione delle leggi razziali avverte, da persona colta ed informata qual è, il pericolo incombente ma una grave malattia lo colpisce e lo porta alla tomba senza aver nulla predisposto per le superstiti. Queste ultime verranno arrestate e deportate. Solo una componente della famiglia tornerà dal campo di stermino, mostrando però evidenti segni di squilibrio mentale. Dalla testimonianza delle donne intervistate ad Ambivere traspare l’ineluttabilità del destino della famiglia di origine ebraica, la cui fine è senz’altro annunciata. L’ostinata volontà delle future vittime a non farsi aiutare si intreccia all’incapacità degli amici sinceri a trovare una soluzione al pericolo incombente.

(in foto Laura Levi)

 

Nei registri dell’archivio parrocchiale di Ambivere appare la trascrizione del battesimo, impartito dal vescovo Bernareggi nella Cappella Vescovile di Bergamo, ai componenti la famiglia Levi ,il 30 settembre 1938.

 

 

 

 

Interviste:


 

·      Il giorno 11 ottobre 2000 incontro  ad Ambivere la signora Maria Perico nata nel 1936 . Il suo nominativo mi è stato fornito dalla bibliotecaria dello stesso comune: a detta di quest’ultima la signora Perico aveva senz’altro frequentato alcuni membri della famiglia Levi, prima che venissero deportati.  

·   Lunedì 18 dicembre 2000 incontro ad Ambivere la signora Irma Visconti, vedova Gandolfi, su segnalazione del parroco di Ambivere. Nata nel 1922, la sig.ra Gandolfi fu amica delle sorelle Levi , in particolar modo di Nora. La signora è dapprima riluttante a concedere l’intervista, ma una volta avvicinata si rivela amabile conversatrice e non lesina ricordi, aneddoti sulla vita della famiglia Levi e mi recupera inoltre , dopo affannose ricerche, una foto di Laura Levi, l’unica componente della famiglia sopravvissuta al lager.

 

 

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