Testo dell'intervista alla signora Irma Visconti di Ambivere  


   

Mi può parlare di Laura Levi, unica superstite della famiglia: mi hanno detto che nessuno credeva ai suoi racconti, quando è tornata dal lager.  

(...)  Laura quando è tornata non era a  posto, era fuori di testa poverina (...) è per questo che non le credevano  , non la consideravano, ecco.

Lei è tornata ancora ad Ambivere perché avevano la farmacia e la licenza era di suo papà; ha venduto la licenza e si è sposata a Bergamo; abitava  vicino all’ospedale e sono andata a trovarla una volta.., […]

Ho saputo poi che suo marito era morto e di lì a poco è morta anche lei. Sono andata al funerale al cimitero di Bergamo, poi non ho saputo più niente[…]  

Non potevano  i Levi essere salvati?  

Mah! (...) non avevano parenti , forse loro non sapevano dove andare…perché qualcuno gli diceva : “Andate via! Andate via!!” ..ma non sapevano dove portarle, dopo la morte del padre loro non sapevano dove andare(....)  Il padre poi, prima di morire si era fatto fascista , allora( . )era malvisto dagli antifascisti , dai partigiani , perché si era fatto fascista, ma i fascisti sapevano che era ebreo. Ma come, dicevano,  questo era ebreo, questo si è fatto cattolico, a questo punto è  venuto con noi…  

Quindi si era convertito?  

Sì , al cattolicesimo. Qualche anno prima di morire aveva portato le sue donne dai padri di Pontida, e padre Alessandro era il loro catechista, ora è morto: è venuto anche lui, questo padre Alessandro , al funerale della Laura perché , mi hanno detto,  che i monaci hanno ereditato la biblioteca,(..) si dice che il dottore ,prima di morire, abbia lasciato i libri al convento,.. ecco una cosa così...

...ma loro una volta convertite erano brave, perché io mi ricordo che ero una ragazzetta e andavo in chiesa e loro pregavano, pregavano,(. .).devote, meglio di noi!! Noi andavamo a giocare e loro sempre lì a pregare!  

Non era una “opportunismo “quindi?  

No, No , loro erano convinte! ..Forse(...)forse questo pensiero è venuto al padre chele ha fatte convertire, ma loro erano innamorate della religione cattolica, ecco(...) loro erano proprio cattoliche convinte. Aveva tutti addosso, il povero dottore; forse anche per questo si è ammalato,girava in carrozzella è poi ha lasciato le donne (..) che sono state portate via;  ne è tornata una sola e  ha detto: “Sono state cremate, sono morte tutte , sono rimasta solo io.”  

Quindi qui ad Ambivere quando si è venuti a conoscenza di tutto l’accaduto?  

Io l’ho saputo quando è tornata la Laura : “ siamo state  in Polonia , ad Auschwitz” ;  lei  è tornata e ha raccontato che le zie, le sorelle e la mamma erano state tutte cremate.

Non le credevano perché sembrava fuori di testa,(...) poveretta chissà quante ne ha viste! La mandavano sulle strade a lavorare, ha detto , ed era una signorina, aveva sempre studiato. Ma lei forse era più forte delle altre ed è sopravvissuta, è tornata. Quando sono venuti a prenderle Clara era a scuola a Bergamo(..)studiava alle Sacramentine. Le donne gridavano che non sarebbero partite senza di lei ; allora il gendarme decise di aspettare e mandò qualcuno a prenderla. Quanto  volte abbiamo detto: “Ah se la lasciavano qui!! L’avrebbe nascosta qualcuno ,  come per l’Anna Frank ” , aveva quell’età lì,  12 o 13 anni.

Invece una signora è partita con il treno per andare a prenderla e portarla a casa  e i gendarmi sono rimasti ad aspettarla. Hanno fatto le valigette per prendere le cose necessarie , e poi sono partite. Chi lo sa dove le hanno portate?  Non abbiamo saputo più niente.

Non sapevano loro dove sarebbero andate. I fascisti portavano i partigiani a S. Agata,  loro pensavano di andare là per essere interrogate e poi “ci lasceranno tornare a casa”. Invece...

Ma erano buone... Mi ricordo che andavo dalle suore all’oratorio con loro, e lui [Guido] già dal ’38 sapeva cosa accadeva: le Leggi Razziali, seguiva radio Londra , era intelligente , le capiva le cose,  capiva a cosa sarebbe andato incontro: allora cercava di salvare le sue donne.  (...)  

La gente di Ambivere come reagiva a questi avvenimenti?  


Era dispiaciuta  perché la famiglia era benvoluta, lui poi in paese era come il dottore.

Solo una volta ho sentito che gli gridavano dietro, quando ci fu chiesto di portare la fede alla patria, nel ’39, lui vestito da fascista incitava, per farsi voler bene. Ma c’era qualcuno che non apprezzava tale comportamento e diceva : “Guarda lui che è Ebreo!”. Vede aveva amici , ma anche nemici.

Quand’ero una ragazzina  (avrò avuto 20 anni) giocavo con queste ragazze gentili

Mi ricordo una volta la Nora (che era mia amica ) mi ha chiesto dei fiori perché noi avevamo il giardino e lei aveva la passione di seccare i fiori: “ Guarda che ho visto i girasoli, quelli mi mancano. Guarda se li trovi piccolini così me li porti!!”

Infatti li ho trovati , piccoli e li ho portati a casa sua. La mamma , gentile , mi ha fatto il thè con i pasticcini!!! A me sembrava chissà che cosa perché noi non eravamo certo abituati  a fare merenda con il thè e con i pasticcini, andavamo a pane e marmellata, una cosa così.(...)

Vorrei che si dicesse una messa per la famiglia Levi.. erano Cristiani, erano buoni.