Le istituzioni giovanili

                                

Il fascismo creò una serie di istituzioni rivolte ai giovani. La Gioventù Italiana del Littorio (GIL) era la più importante, quella che accoglieva tutti i ragazzi dai 6 ai 21 anni. A ognuno di essi veniva consegnata una tessera che recava scritto: <<…giuro di eseguire gli ordini del duce e di servire con tutte le mie forze e, se necessario, col mio sangue, la causa della rivoluzione fascista>>.

L’organizzazione della GIL era di tipo militare: i ragazzi indossavano la stessa uniforme ed erano suddivisi in squadre formate in base all’età. I più piccoli facevano parte dei Figli della Lupa, l’animale che aveva nutrito Romolo e Remo, i fondatori di Roma per i quali il fascismo ebbe un culto particolare. In ordine di età, c’erano poi i Balilla, il cui nome ricordava un ragazzo che nel 1746 lanciò un sasso a Genova contro gli occupanti austriaci; infine, gli Avanguardisti.

Anche per le fanciulle della GIL gli stessi gradi, lo stesso inquadramento, lo stesso spirito di disciplina, la stessa abitudine a sostenere marce, a eseguire esercizi ginnici, ad amare la vita all’aria aperta. Le Piccole Italiane vestivano con una gonna a pieghe blu, una camicia bianca, così come le calze. In testa indossavano un copricapo nero. Le più grandi, inquadrate nelle Giovani Italiane, portavano calze velate, scarpe con il tacco, la cravatta e un basco.

L’educazione fascista delle fanciulle italiane mirava a farne, con molta retorica, altrettante "madri e mogli esemplari".

Il sabato era il giorno dedicato all’attività fisica e alle manifestazioni (il cosiddetto "Sabato fascista"). In queste occasioni i giovani della GIL indossavano l’immancabile camicia nera, il fez in testa e un grande fazzoletto legato al collo tenuto fermo da un medaglione con la scritta: <<se avanzo, seguitemi!>>. Solo i pantaloni erano differenti per i diversi reparti: quelli dei Figli della Lupa e dei Balilla si fermavano al ginocchio, proseguivano fino alla caviglia, seguendo una forma ampia, quelli degli altri. D’inverno si riparavano tutti con una mantella di panno verde di foggia militare.