La propaganda

 

L’azione del regime fascista non si limitò all’eliminazione di ogni opposizione politica e sociale; tentò anche di creare e di diffondere un’immagine dell’Italia fascista che potesse suscitare il consenso e le simpatie non solo del popolo, ma anche delle maggiori potenze.

La propaganda del regime era incentrata sul sentimento nazionalistico e patriottico, sull’esaltazione della forza e della potenza dell’<<Italia fascista>>, delle tradizioni storiche e culturali italiane, sulla figura del duce, con continui appelli all’unità nazionale e all’obbedienza incondizionata alle direttive di Mussolini (<<Il duce ha sempre ragione>>). Per questo vennero dipinte sui muri di molte case scritte che riproducevano frasi pronunciate dal duce. Ne abbiamo trovate alcune sui libri di scuola, ma non manca un esempio anche nel nostro paese, come si può vedere dalle fotografie riprodotte.

Altri aspetti caratteristici della propaganda del regime furono la <<battaglia demografica>> per l’aumento della popolazione considerata come ricchezza e come forza vitale, il particolare rilievo dato ai valori della civiltà rurale e il continuo riferimento alla storia della civiltà romana attraverso l’uso di immagini e termini che esaltassero il destino storico della nazione italiana. Venne anche lanciata la <<battaglia del grano>> (1925), una campagna propagandistica che aveva lo scopo di accrescere la produzione cerealicola nazionale in modo da rendere l’Italia indipendente dalle importazioni. In questo modo, in realtà, il regime fascista intendeva ottenere diversi risultati: la difesa degli interessi economici nazionali, la diminuzione della disoccupazione e, infine, la creazione dell’immagine di un’Italia laboriosa e ordinata, obbediente alle direttive del duce.

Vi erano diversi mezzi per la diffusione di queste idee: i più diffusi erano comunque la radio e i manifesti.