Tutti in divisa

  Per "forgiare" la gioventù italiana secondo "i comandamenti fascisti" fu fondata nel 1926 L'opera Nazionale Balilla " (ribattezzata nel 1937 "Gioventù Italiana del Littorio", con riferimento al fascio littorio, simbolo dell'antica Roma adottato dal regime.) che comprendeva:

      

i Figli della Lupa: bambini e bambine dai 6 agli 8 anni
I Balilla: i maschi dagli 8 agli 11 anni
i Balilla Moschettieri: i maschi dai 12 ai 13 anni
gli Avanguardisti: i maschi dai 14 ai 15 anni
gli Avanguardisti moschettieri: i maschi dai 16 ai 17 anni
Piccole Italiane: femmine dagli 8 ai 14 anni
Giovani Italiane: femmine dai 15 ai 17 anni
Fasci Giovanili: maschi dai 18 ai 21 anni
Gruppi Universitari Fascisti (GUF) dipendevano direttamente dal partito

Così inquadrati ragazzi e ragazze svolgevano anche utili attività ginnico-sportive e ricreative sempre condite da prediche e rituali fascisti.
Ogni sabato, anzi ogni "sabato fascista", i giovinetti dovevano dedicare il pomeriggio
al servizio premilitare, che pretendeva di addestrarli precocemente alla guerra, ma consisteva in realtà in una serie di marce cadenzate, buone forse per le frequenti parate, ma del tutto inutili per una seria preparazione militare.

Le domeniche erano spesso dedicate alle "adunanze obbligatorie", a cui i giovani dovevano partecipare "in perfetta divisa". per festeggiare qualche gerarca fascista di grado più o meno elevato in visita alla loro città o paese.

Venivano confezionate divise anche per gli insegnati.

                             

Chi erano i Balilla lo sappiamo:
ragazzi dagli 8 agli 11 anni; ma da dove derivava questo nome?