Il fascimo

la scuola e

la gioventù

La scuola fu la base da cui partì la fascistizzazione dei giovani, a partire dalla prima elementare;ciò avvenne attraverso l'intensificazione del controllo sul lavoro degli insegnanti e sui contenuti dei libri di testo. Dal 1930 nelle scuole elementari vennero introdotti i "testi unici" , obbligatori, che dovevano uniformare idee e convinzioni di base nel popolo italiano. L'editoria così si sbizzarrì: "Il sillabario" ad esempio collegava all'apprendimento delle vocali, oltre che il richiamo all'automobile e all'aereo, simboli della modernità, la parola "Eia" che faceva parte del grido di riconoscimento dei fascisti; la lettera "m" aveva il significato di "Mamma" e di "Mussolini", associando così e, talvolta, sovrapponendo nell'immaginario dei bambini le due figure.
Altre volte invitava ai primi facili esercizi di lettura attraverso parole-chiave fra loro collegate come: Roma-eroi; oppure rivolgeva un perentorio "invito" all'obbedienza, "virtù di regime".

Ai bambini e ai ragazzi vennero dedicati libri, giornali, materiali di propaganda pensati in maniera specifica per loro;

anche gli slogans o "motti fascisti" furono molto importanti per "educare" non solo la gioventù ma tutto il popolo italiano.

 

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nella bergamasca
     tutti in divisa   
    A Scuola