Questa vignetta è apparsa sulla rivista "Libro e Moschetto", Milano 14 settembre 1940, settimanale dei G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti).
E' veramente sconvolgente come, benché in quel momento la "soluzione finale" non si fosse ancora prospettata, l'autore sembra profetizzare con precisione agghiacciante l'infame programma per lo sterminio degli ebrei.

La vignetta era pubblicata su una pagina (pag. 7) interamente dedicata all'antisemitismo dove si potevano leggere anche affermazioni del tipo: "bisogna tagliargli la testa all'ebreo". 

La vignetta apparve sul "Marc'Aurelio" ad opera di un anonimo l'8 gennaio 1936.
Seguendo i più abusati stereotipi, viene presentato un gruppo di ebrei dai nasi adunchi, intenti a calcolare a mente fredda i vantaggi, in termini di danaro, realizzati sui morti di guerra.
La vignetta non passò inosservata; in un numero seguente del giornale la redazione del "Marc'Aurelio" dichiarava: "abbiamo ricevuto proteste dagli ebrei italiani per alcune vignette che abbiamo pubblicato, ma queste vignette non sono dirette contro gli ebrei italiani, di cui conosciamo il patriottismo e la fede italiana, bensì contro i sionisti, alleati della Massoneria, della Democrazia e del Bolscevismo, che tramano a danno della nostra Nazione".

Ecco un esempio di come anche la pubblicità fa riferimento allo stereotipo dell'ebreo che faceva parte oramai dell'immaginario popolare.
la vignetta che pubblicizza l'aranciata San Pellegrino è apparsa ne "Il Travaso delle idee" nel liglio 1937;  presenta l'ebreo con naso pronunciato e grandi labbra, e ne fa l'emblema della diffidenza.
Apparsa ne "Il Travaso delle Idee" nel n. 26 del 30 giugno 1940, la vignetta illustra la dicotomia proposta dal testo:
l'ebreo si identifica col danaro, l'italiano con l'onore.
L'ebreo porta vestiti costosi, ma il cappello schiacciato sulla testa e la giacca tesa su una pancia troppo grossa lo rendono ridicolo; mentre i soldati, nonostante gli evidenti segni delle ferite e della stanchezza, esprimono un'espressione di dignità e di eroico e il senso del dovere.
Un'ultima riflessione sul contrasto evidente tra il lusso della macchina sulla quale sta per salire l'ebreo e la campagna devastata di fronte ai soldati.