Il discorso di Pascoli

Su Il discorso di Pascoli Propaganda

 

 

La grande proletaria si è mossa.

 

Prima ella mandava altrove i suoi lavoranti che in patria erano troppi e dovevano lavorare per troppo poco. Li mandava oltre l'Alpi e oltre mare a tagliare istmi, a forare monti, ad alzar terrapieni, a gettar moli…a pulire scarpe nel canto delle strade

Erano diventati un po' come i negri in America, questi connazionali di colui che la scoprì, e come i negri ogni tanto erano messi fuori della legge e della umanità, e si linciavano…

Ma la grande proletaria ha trovato luogo per loro: una vasta regione bagnata dal nostro mare… una vasta regione che già per opera dei nostri progenitori fu abbondevole d'acque e di messi, e verdeggiante d'alberi e giardini; e ora, da un pezzo, per l'inerzia di popolazioni nomadi e neghittose, è per gran parte un deserto …

Ora l'Italia, la grande martire delle nazioni, dopo solo cinquant'anni ch'ella rivive, si è presentata al suo dovere di contribuire per la sua parte all'umanamento e incivilimento dei popoli; al suo diritto di non essere soffocata e bloccata nei suoi mari…

O Tripoli, o Beronike, o Leptis Magna (non hanno diritto di porre il nome quelli che hanno disertato o distrutta la casa!), voi rivedete, dopo tanti secoli, i coloni dorici e le legioni romane!

Guardate in alto: vi sono anche le aquile!…

Questo discorso venne pronunciato nel novembre del 1911 in occasione dell'impresa di Libia, in esso si evidenziano, accanto al nazionalismo proletario e all'evocazione di Roma imperiale, la retorica esaltazione di un esercito civilizzatore:

Così risponde con un fatto di eroica e materna pietà, che ha virtù di simbolo. Il bersagliere, di quelli fulminati di fronte e pugnalati alle spalle, raccoglie di tra i cadaveri una bambina araba: la tiene con sé nella trincea, la nutre, la copre, l'assicura. Tuonano le artiglierie. Sono il canto della cuna. Passano rombando le granate. La bambina è ben riparata, e le crede, chi sa? Balocchi luminosi e fragorosi. Ella è salva , crescerà italiana, figlia della guerra. O non è ella la barbarie, non decadente e turpe, ma vergine selvaggia; nuda famelica abbandonata? E colui che la salva e la nutre e la veste non è l'esercito nostro che ha l'armi micidiali e il cuore pio, che reca costretto la morte e non vorrebbe portar che la vita?

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