IMPORTANZA DELLA PROPAGANDA

IL GIUDIZIO DI

JOSEPH GOEBBELS

sull'importanza e ruolo

della propaganda

Il 16 marzo 1933 J. Goebbels, ministro per l'educazione nazionale e la propaganda illustrò ai rappresentanti della stampa le sue teorie selle funzioni e l'importanza della propaganda.
Egli sosteneva che per poter essere efficace, essa doveva rivolgersi non al popolo, in maniera indifferenziata, ma ai diversi gruppi sociali; sostenne anche che un ruolo fondamentale spettava alla radio.

                                                                                                                                      

Propaganda: una parola spesso oltraggiata e fraintesa.
Il profano pensa a qualcosa di deteriore o addirittura di spreggiativo.
La parola "propaganda" ha sempre un sapore amaro.
Se però analizziamo la propaganda nelle sue più riposte cause giungeremo a risultati diversi.
Il propagandista deve essere il miglior conoscitore delle anime.
Non potrò convincere nessun essere umano della necessità di una cosa, se non saprò toccare la corda che farà risuonare la sua anima. Non è vero che la propaganda rappresenta solamente rozze frasi fatte, non è vero che il propagandista non fa altro che somministrare alle masse in forma rozza, allo stato bruto, pensieri complicati.
Il propagandista non deve solo conoscere in generale l'anima del popolo, deve anche capire le vibrazioni segrete dell'animo popolare in una direzione o nell'altra.

 

 

Il propagandista non si rivolge solamente al popolo nel suo complesso, ma anche alle sue singole parti: egli parla all'operaio, al contadino, all'uomo di città, al tedesco meridionale e al tedesco settentrionale, egli deve saper parlare alle diverse categorie professionali e alle diverse confessioni.
Il propagandista deve essere sempre in grado di parlare la lingua che la gente capisce. Queste capacità sono le premesse essenziali per il successo.
[...] Dei metodi della propaganda non può giudicare un esteta qualunque. Un giudizio positivo può essere dato solo sulla base del successo. Perché la propaganda non è fine a sé stessa, ma un mezzo per raggiungere uno scopo. Se con questo mezzo abbiamo raggiunto lo scopo vuol dire che il mezzo è buono; se poi corrisponda in ogni caso a criteri estetici è indifferente. Se però lo scopo non è stato raggiunto, vuol dire che il mezzo era cattivo. Lo scopo del nostro movimento era quello di mobilitare uomini, organizzarli e conquistarli all'idea nazionalrivoluzionaria. Questo scopo - neanche il più maligno potrebbe contestarlo - è stato raggiunto; con questo è stato pronunciato anche il giudizio sui nostri metodi propagandistici.