Memoria e oblio

 

I molteplici fili del razzismo (quotidiano) convergono nella persecuzione antisemita della RSI e dell’occupazione tedesca .

Dalla condizione di confinati, gli ebrei precipitano in quella di vittime designate per lo sterminio. E’ il caso di Giuseppina Krys, costretta, con il marito, a lasciare Gromo, rinchiusa a Fossoli: dobbiamo partire da qui e non sappiamo dove  e non sappiamo il nostro destino". Grazie all'opera di Liliana Picciotti Fargion, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia,che
     Wienberger Giuseppina, nata a Vienna il 25. 10. 1878, figlia di Giuseppe e
     Spitz Carlotta, coniugata con Krys Marco. Ultima residenza nota.- Cosenza.
     Arrestata in provincia di Bergamo il *** da
italiani. Detenuta a Bergamo
     carcere, Fossoli campo. Deportata da
Fossoli il 5.4.1944 a Auschwitz. Uccisa
     all'arrivo a Auschwitz il
10.4.1944.

Far parlare documenti come questo, ma anche carte in apparenza assai pi¨ grigie e impersonali, significa scoprire storie tragiche di sofferenze, di fughe, di persecuzioni, di morte, talora di precari e avventurosi rifugi che in svariatý casi assicurano la salvezza finale, storie in cui i molti episodi di solidarietÓ da parte della popolazione si intrecciano a gesti di segno opposto, di odio razziale, di delazione, di acquiescente obbedienza agli ordini aberranti.

La lunga e appassionata fatica di Liliana Picciotto Fargion ci permette di ricostruire le circostanze essenziali della cattura e della deportazione degli ebrei dall'Italia: un primo suggerimento per un ulteriore percorso didattico pu˛ venire appunto dalla consultazione de Il Libro della memoria, alla ricerca di quanti ebrei furono catturati a Bergamo, da chi e in quali circostanze, dý chi riuscý a sopravvivere...

Ci sono storie angosciose che si concludono con la salvezza degli ebrei braccati. ma nessun "lieto fine" sarebbe stato possibile senza l'aiuto di molti, senza quel tessuto di resistenza civile che coinvolse larghe masse di popolazione. E’ il caso di Elisabetta Gheifenbein, rimasta nascosta per mesi in un convento di Gandino; si salva la vita.

La straordinaria storia di Alice Redlich, raccontata dalla stessa protagonista e presentata da Riccardo Schwamenthal e da Teresa Montanari , offre uno spaccato vivo e concreto della tessitura di solidarietÓ offerta ai perseguitati, ma anche del costante pericolo di i delazione e di cattura.

Il passaggio di ebrei nella provincia di Bergamo e l'aiuto ricevuto dalla popolazione Ŕ attestato da testimonianze, dichiarazioni, corrispondenze personali, alcune delle quali venute alla luce proprio in questi ultimi tempi, grazie a ricerche recentissime. Tra le testimonianze, gli stralci da uno scritto di un ex internato che, pur nella concisione, aprono squarci illuminanti sulla vita degli ebrei durante la Rsi e sull'atteggiamento della popolazione e una parte dei racconto autobiografico di una donna che nasconde alcuni ebrei in un paese di montagna