La legislazione razzista
ebrei nel 2000.jpg (8993 byte)

 

 

 

La guerra d’Etiopia aveva dato un impulso teorico e offerto l’occasione per approntare strumenti legislativi per evitare ogni ibridismo e tenere salda la gerarchia tra bianchi colonizzatori e neri colonizzati.

Si deve inoltre considerare l'antigiudaismo cristiano, che fino a tempi recenti ha considerato l’ebreo come deicida, quindi colpevole in sé, generando un sostrato profondamente radicato e capillarmente diffuso che ha costituito una componente non secondaria nell’antisemitismo e ha offerto elementi di consenso alle leggi razziali fasciste.

Il 1938 è l’"anno terribile" in cui si passa dal razzismo diffuso al razzismo di stato. L’emanazione delle leggi razziali è preceduta da pubblicazioni e manifesti su giornali di regime che intendono dare un fondamento "scientifico"alla questione; nasce anche il 5 agosto 1938 il primo numero della rivista intitolata programmaticamente "La difesa della razza".

difesa della razza1.jpg (42106 byte)

E' una copertina della rivista "La difesa della razza", presidio ideologico razzista del regime fascista

 

Tappa fondamentale e strumento per la successiva persecuzione è il censimento di tutti gli ebrei: "tra la mattina e la sera del 22 agosto 1938 tutti gli ebrei d’Italia ricevettero la visita di un rilevatore incaricato di identificarli. Con ciò cessarono di essere italiani o stranieri e diventarono ufficialmente ebrei, più soli e meno uguali". Qui proponiamo una sintesi particolare di tale legislazione, tratta da Il secondo libro del facsista (Verona, Mondatori, 1939), e tradotta in forma di catechismo, ovvero di domande che anticipano già le risposte da imparare a memoria;il formulario è rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie.

Campo di concentramento di S. Sabba presso Trieste, dove entrò in funzione l'unico forno crematoio italiano

 

Il capillare censimento degli ebrei si aggiorna e si completa nel territorio di tutti i comuni, dai più grandi ai più piccoli. Gli ebrei sono invitati a denunciarsi (chi si sottrae all’invito incorre nell’arresto e in pene pecuniarie) e a ciò non consegue "soltanto" la registrazione anagrafica: cominciano subito anche la limitazione e la negazione dei diritti.