RAZZISMO DI STATO

La conquista della capitale etiopica ebbe come conseguenza l'abbandono da parte dell'Italia della SocietÓ delle Nazioni e il suo avvicinamento al Terzo Reich, la sola potenza che aveva sostenuto la politica espansionistica Italiana, per questo motivo nasce, nell'ottobre 1936 l'alleanza che venne definita l'asse Roma-Berlino. A questa alleanza viene attribuita di solito, l'adesione di Mussolini alle teorie razziste; in realtÓ il razzismo ebbe origine subito dopo la conquista dell'Etiopia. Mussolini riteneva che gli imperi si conquistano con le armi, ma si tengono col prestigio.
Egli pensava che, per mantenere il prestigio, occorresse "una chiara, severa coscienza razziale" che stabilisse "non soltanto delle differenze, ma delle superioritÓ nettissime".

Nel 1938 l'originario razzismo antiafricano si trasform˛ in antisemitismo.
A settembre furono varati i "provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista" gli ebrei furono esclusi dall'insegnamento nelle universitÓ e nelle scuole; ai ragazzi ebrei fu vietata l'iscrizione nelle scuole di qualsiasi ordine e grado.

Nell'ottobre dello stesso anno il Gran Consiglio del Fascismo approv˛ una Dichiarazione sulla razza in cui, tra l'altro, si stabiliva il divieto di matrimoni di italiani e italiane "con elementi appartenenti alla razza camita, semita e altre razze non ariane"; come si vede il divieto riguardava i matrimoni sia con ebrei, sia con africani

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