Leggi Razziali e antisemitismo

 

Il 1938 è l’anno terribile in cui si passa dal razzismo diffuso al razzismo di stato. L’emanazione delle leggi razziali è preceduta dal Manifesto degli scienziati razzisti e dalla nascita della rivista "La difesa della razza".
Tappa fondamentale e strumento per la successiva persecuzione è il censimento di tutti gli ebrei.

L’indottrinamento delle masse, a sostegno della politica del regime, si avvale del Secondo libro del fascista, di domande per catechizzare gli alunni più piccoli delle scuole e del controllo della stampa.
Si noti come l'alunno abbia reagito alla risposta imposta correggendola con un "si"
La persecuzione antisemita, insomma, non avvenne di colpo. Ma quanti lo percepirono allora? Quanti bravi italiani accettarono questi provvedimenti? Quanti si accorsero della loro inaudita gravità?

 

Gli ebrei , intanto, sono invitati a denunciarsi.

Come è noto, alla registrazione anagrafica,o alle varie dichiarazioni di non appartenenza alla razza ebraica, seguono la limitazione e la negazione dei diritti (espulsione dalle scuole, dal PNF,da interi settori lavorativi e dalle attività professionali).
Anche a Bergamo si ha notizia di ebrei di colpo ai margini della società in cui erano integrati, talora a livelli elevati. Alcune famiglie riescono ad espatriare, altri vengono catturati e deportati. Alquanto noto è in Bergamo il caso dei Sacerdote, proprietari di un negozio del centro che resistono per qualche tempo a minacce, aggressioni, insulti finché non trovano scampo in Svizzera.