Durante gli "anni del consenso" del ventennio fascista, il momento di maggior fortuna riguardò, come è noto, la conquista dell'Abissinia e la proclamazione dell'Impero. In questa occasione, la diffusione di messaggi abilmente sfruttati giocò un ruolo determinante nella formazione del consenso di massa.

Osserva Angelo Del Boca:

 

...sino all'avvento del fascismo, la stragrande maggioranza degli italiani non aveva mostrato alcun interesse per le colonie(...) il compito che Mussolini si arrogava di fornire agli italiani una "coscienza coloniale"e una struggente brama di impero sembrava del tutto irrealizzabile.
Ma sarebbe accaduto l'opposto.
In dieci anni, prima con l'ausilio del proprio ufficio stampa, e poi con quello più efficiente del ministero della Cultura popolare, Mussolini e i suoi più vicini collaboratori riuscivano a stabilire il controllo politico su tutti i mezzi di comunicazione, il che consentiva loro, non solo di fascistizzate il paese, ma anche di orientare l'opinione pubblica, di caricarla, a comando, di passioni e di aspirazioni.