La "cartolina precetto"

 

Con questa "cartolina precetto" il prefetto di Bologna comunica all'interessata la negazione delle libertÓ fondamentali e preannuncia il lavoro obbligato

                    L'ebreo Levi Ada in Cividali in attesa di avviamento al lavoro che sarÓ successivamente comunicato deve tenersi a disposizione del C.P.C.. Ogni cambiamento di domicilio dovrÓ essere tempestivamente notificato al suddetto Consiglio Provinciale delle Corporazioni. 

 

L’apparente neutralitÓ e grigiore del linguaggio burocratico non possono nascondere la sostanza: la discriminazione antisemita, immediata premessa alla persecuzione e allo sterminio. Ma quanti lo percepirono allora? Quanti bravi italiani accettarono altri provvedimenti, quanti si accorsero della loro inaudita gravitÓ? Pu˛ essere l’avvio di un percorso di riflessione sulla "banalitÓ" della persecuzione che ci riporta al presente come ci invita a fare, ad esempio, David Bidussa ne Il mito del bravo italiano, Milano, Il Saggiatore, 1994.