A Scuola

 

"Libro e moschetto    fascista perfetto" "A questa educazione" ha detto Mussolini nell'aula del senato "daremo finalmente un nome e poiché le ipocrisie ci ripugnano la chiameremo educazione guerriera!"

 

Gli scolaretti si trovano a risolvere problemi di questo genere:

"lo stipendio di Mussolini insegnante era nel 1902 di 56 lire mensili; quanto guadagnava in un giorno, quanto guadagnava in un anno?".


Intanto anche la maschera antigas acquista valore di materiale didattico; ma nessuso si sorprende perchè obiettivo  dell'educazione è   trasmettere ai giovani gli ideali dell'educazione fascista.

Le ragazze in gonnella blu "novelle Diane temprano l'animo maneggiando l'arco"; i giovanissimi coltivano invece la "vocazione" aviatoria con la pratica dell'aeromodellismo

 

Nelle scuole le lodi del Duce divennero obbligatorie e continue.
I fascisti venivano sempre presentati come coloro che avevano salvato la patria dalla "canaglia rossa" e dai "sovversivi".
Ogni anno dalla seconda elementare sino all'ultima classe della scuola secondaria, 1l 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, doveva essere celebrato con gli aggettivi più reboanti in un tema dedicato al "glorioso avvenimento".
La volontà del Duce era necessariamente "ferrea",
le legioni delle camicie nere erano "quadrate"
I giovani dovevano necessariamente "essere educati e forgiati nel clima torrido della rivoluzione fascista".
I presidi nelle scuole dovevano necessariamente essere " Le vigili scolte che rispettano con militare devozione, assoluta e incondizionata, la consegna ricevuta";
i professori , compresi quelli universitari, dovevano giurare di essere fedeli al re, ai suoi reali successori, al regime fascista e "di formare cittadini...devoti alla patria e al regime fascista".
Queste erano le espressioni ricorrenti dell'epoca.

Giovanni Gentile, ministro dell'istruzione dal 1922 al 1924 promosse la riforma della scuola segnando una netta differenza i giovani delle classi meno abbienti e i giovani benestanti. La riforma "Gentile" infatti affidava ai licei, soprattutto quello classico, il compito di formare la classe dirigente, mentre alle altre scuole, a vario titolo professionali, riservava la funzione di addestrare (piuttosto che di educare) i giovani destinati a svolgere al più presto un mestiere.

 

Frontespizio della pagella di un alunno della scuola elementare nel 1940

 

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