Le istituzioni ospedaliere offrivano ricovero indifferenziato e generico; solo in seguito alla razionalizzazione del periodo napoleonico si cominciarono a diversificare le funzioni dei vari istituti.

L'Ospedale Maggiore, oltre a provvedere ad anziani cronici e a diverse centinaia di esposti, doveva assolvere a numerosi obblighi perpetui, molto lontani dagli scopi sanitari, come dotazioni di legittime zitelle, sovvenzioni di medicinali ai poveri, cappellanģe in varie chiese, contribuzioni in denaro, oltre a dispense di granaglie, pane, vino, sale, olio.

 

  • 3950 n° degli infermi ricoverati nell'arco di un anno;
  • 16 n° degli esposti con meno di 12 anni, ricoverati "in Casa";
  • 69 n° delle esposte adulte "in Casa";
  • 892 n° degli esposti a baliatico "fuori Casa";
  • 25 n° delle partorienti illegittime accolte nell'apposita sezione;
  • 21 n° delle doti distribuite alle esposte che si sono sposate.

 

All'inizio dell'Ottocento le malattie pił diffuse si potevano raggruppare in tre categorie: "malattie acute", "malattie croniche", "vizi e difetti morbosi".

 

Le prime comprendevano le febbri di vario genere.

Tra le affezioni croniche, oltre ai mali reumatici, si annoverava la "tabe polmonare" che spesso degenerava in tisi portando alla morte.

Tra i "vizi morbosi" vanno considerati il "gozzo", spesso associato a imbecillitą e cretinismo, la scrofola e la rachitide.

 

Frequenti epidemie scoppiarono in modo improvviso e rapido durante tutto il secolo:

  • scarlattina (1801/1803)
  • tifo petecchiale (1816/17)
  • colera (1835)
  • vaiolo (1832, 1849, 1856, 1870)

Che cos'era la pellagra?

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