DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PRODUTTIVO DELLA SETA

1)BACHICOLTURA

a) Il baco da seta, il cui nome scientifico è Bombix mori, cioè bombice del gelso, è un insetto a metamorfosi completa.  Ciò significa che, durante la suo vita, attraversa gli stadi di uovo,larva o flugello,crisalide e infine farfalla. I bachi da seta trascorrono la loro esistenza di larve sulle foglie di gelso,   nutrendosi di queste.

b) Per iniziare l’allevamento occorre partire dalle uova, semebachi. Le uova devono essere conservate, dall’autunno alla primavera, tra i 12 e i 15 gradi contigradi.

c) Quando in primavera l’allevatore nota le prime foglie sui rami del gelso, pone il semebachi nell’incubatrice (schiusa). dove gradualmente viene raggiunta una temperatura di 23 gradi centigradl.

d) L’allevamento del baco: appena nato, il bacolino è lungo circo 3 millimetri ed è molto vorace. L’allevatore trasferisce i piccoli bachi su graticci orizzontali. ricoperti da foglie dl gelso.

e) La formazione del bozzolo: giunto alla fine della quinta età, il baco si innervosisce e comincia a dondolare il capo, emettendo dalla bocca abbozzi di filo, alla ricerca di rami sui quali arrampicarsi. L’allevatore mette sui graticci dei fasci di rami secchi, detti bosco. Arrampicatosi e trovato il luogo adatto, il baco si fissa al ramo con fili rozzi ma robusti, che formano la spelata. Il baco ora può costituire il bozzolo vero e proprio. avvolgendosi nel filo che ininterrottamente secerne.

f) Metamorfosi del baco. A questo punto avviene lo sfarfallamento. Durante questo processo, le stanze delle case dei contadini che ospitavano l’allevamento si riempivano di un odore acro e irrespirabile.

g) Fecondazione e deposizione delle uova: i bozzoli destinati alla produzione della seta sono sottoposti alla stufatura, operazione con la quale si uccidono le crisalidi..

 

2) TRATTURA E TORCITURA

a) Cernita: il diametro dei fili dei bozzoli varia di dimensioni. E’ quindi necessaria una selezione dei bozzoli per ottenere filati omogenei.

b) Spelaiatura: il bozzolo è ricoperto da una lanugine, detta spelaia. che va tolta per poter dipanare il filo; scopinatura,  per dipanare il filo è necessario trovare il copofilo. A questo scopo occorre utilizzare scopine di saggina,  con le quali vengono strofinati i bozzoli; trattura: legato il capofilo ad un aspo, si fa ruotare quest’ultimo fino a quando il filo viene avvolto in matassa. Dalla secondo metà dell’Ottocento in molte filande questo processo viene eseguito da una solo macchina detto bacinella per trattura. Le bacinelle possono essere alimentate a fuoco o nelle filande più evolute tecnologicament, a vapore.

c) Il filo così ottenuto è però troppo sottile. Sono necessarie allora altre quattro operazioni:

  1. Incannaggio: una macchina detta incannatoio compie il passaggio dei fili do matassa a rocchetto.

  2. Stracannaggio: lo stracannatoio trasferisce il filo do un racchetto ad un altro, facendolo passare attraverso una sottilissimo fessura (stribbla), in  modo do ripulirlo e da scioglierlo da eventuali nodi.

  3. Binatura: attraverso il binatoio i fili vengono accoppiati tra loro, così da rendere più consistente il filato.

  4. Torcitura: attraverso il torcitoio i rocchetti ruotano molto velocemente ed in senso verticale, mentre l’aspo gira lentamente in senso orizzontale. Il filo, passando dal rocchetto all’ospo, subisce una torsione. Normalmente, lo macchina, di grande dimensioni, è disposta verticalmente in edifici alti e stretti (il torcitoio può essere alto dai 3 ai 5 piani).