Al Collegio Mariano

 

Il Collegio Mariano risiedeva nel Palazzo della Misericordia Maggiore (MIA) dove funzionavano anche le scuole pubbliche, che accoglievano numerosi scolari.

Le stanze del rettore erano poste sopra il portale e superiormente ad esse si trovavano le camere dei maestri. Per sottolineare che i maestri dovevano seguire "costumata vita e urbane maniere", queste ultime erano arredate con un crocefisso, un genuflessorio, un quadro con motivo sacro, oltre ad un lavamano, sedie in noce, scrivania e armadio.

Fondamentale per la crescita del fanciullo in questa scuola non era solo il risultato scolastico, ma l'educazione cristiana. Per questo oltre alle preghiere mattutine e serali che si svolgevano nelle rispettive camerate, dove i ragazzi erano divisi in base all'età, si doveva assistere alla messa, si recitava il rosario, si facevano gli esercizi spirituali e le novene in preparazione alle feste religiose.

Il convitto durava dieci mesi e il 4 novembre i ragazzi, di età compresa fra gli otto e i dodici anni, entravano nel collegio e trascorrevano le loro giornate nelle cinque camerate. Queste erano divise da un lato in camerini "perché è contrario alla salute, e ai costumi, che i convittori dormano in comune come negli ospedali, o nelle stalle" (cfr. F. Milizia. 1785). Davanti ai camerini c'era   una sala che era il luogo dello studio, della ricreazione e dell'apprendimento di materie extrascolastiche (es. danza e lingua francese).

Nel salone del Collegio, oggi sede del Museo Donizettiano, si tenevano  gli esami, due volte l'anno, che servivano ai ragazzi per passare al corso successivo, ma anche le rappresentazioni di carnevale e di fine anno: recite in latino, italiano e francese con intermezzi musicali, erano quest'ultime le occasioni in cui il collegio si apriva alla città.

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