L'accademia tra crisi e ripresa

Tra il 1835 e il 1838 si svolge la prima campagna di restauro del patrimonio dell’accademia Carrara. L’operazione contemplava innanzitutto il recupero delle opere maggiormente compromesse e un riassetto complessivo della pinacoteca. A questo scopo vennero venduti all’asta oltre 2000 dipinti, cui seguì il restauro delle opere superstiti e il loro riassetto espositivo. La selezione delle opere da porre in vendita, fatta secondo il gusto neoclassico, penalizzò le tele del’600 e ‘700, condannate per il gusto barocco e rococò. All’epoca della campagna di restauro, infatti il neoclassicismo rappresentava lo stile ufficiale della classe dirigente, costituita in gran parte da aristocratici.

 

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