IL NUOVO TEATRO RICCARDI

Dopo l'incendio del Riccardi e la demolizione del Teatrino della Cittadella la città di Bergamo è senza teatri. Mentre in Città Alta si costruisce in tempi veloci  il Teatro Cerri, per l'imminente stagione di Fiera in Città Bassa del 1797 si pensa di sopperire alla mancanza di un Teatro Stabile con un "teatro provvisionale" ( di legno e con palchi uniformi nella logica dell' "egalitè") da edificarsi nella zona dell'Ospedale.

In questo teatro nella stagione di Fiera del 1797 vengono eseguite due opere (i "drammi giocosi" L'astuta in amore, di Valentino Fioravanti e Il matrimonio segreto, di Domenico Cimarosa), più due balli. Ma la zona prescelta per la costruzione del teatro non risulta idonea in quanto troppo paludosa ed alla fine del 1797  viene demolito mandando "al Diavolo la mal nata opra" come ha scritto Muletti  nel suo articolo del 24 novembre sul "Giornale degli Uomini Liberi".

Disegno a penna del Teatro Riccardi (vicina è la vecchia barriera del dazio delle Grazie, poi diventata Porta Nuova) (Bergamo, Biblioteca Civica)

Per almeno due anni durante la stagione di Fiera  si ricorre a spettacoli (che non sempre hanno esito felice) rappresentati in baracconi di legno. Nonostante i gravi problemi finanziari Bortolo Riccardi riesce nel frattempo a far rinascere dalle ceneri il proprio teatro.

 

Il nuovo Riccardi viene ricostruito integralmente in muratura. Risorge più bello e sfarzoso di prima. Viene abbellito dalle pitture del Bolognini, noto ed apprezzato pittore. Il Teatro Riccardi viene riaperto al pubblico il 30 giugno 1800 con uno spettacolo di prosa ed inaugurato il 26 agosto 1800 durante la stagione della Fiera. Bergamo bassa riacquista così il suo  teatro che darà grande impulso alla vita teatrale cittadina.

Il Teatro Riccardi nel secolo scorso. Sulla destra si può notare "Porta Nuova"

Il Teatro è molto  frequentato ed apprezzato. Figura di rilievo della cultura bergamasca nella prima metà dell' Ottocento, Giovanni Simone Mayr, vedrà rappresentate varie delle sue opere.
Le condizioni politiche cambiano. Le truppe francesi abbandonano nel 1814 Bergamo ed al loro posto s'insediano quelle austriache. Gli "Spettacoli in Fiera" si susseguono  stagione dopo stagione. La Fiera di Bergamo ed il Teatro Riccardi vivono in una stretta relazione racchiusa nel binomio teatro-economia . La qualità delle rappresentazioni deve essere all'altezza della "migliore Fiera d'Italia" e l'onere  per l'allestimento degli spettacoli diventa nel tempo troppo gravoso per gli impresari. Proprio per mantenere un soddisfacente livello degli spettacoli  a partire dal 1821 il Comune stanzia una "dote" per la realizzazione delle rappresentazioni teatrali. Dal 1826 una "dote" viene erogata anche a favore del Teatro della Società (inaugurato nel 1808) nell'Alta Città .  Bergamo possiede due teatri stabili, edificati in pietra. La rivalità è molto forte e sentita e si manifesta anche in una lunga battaglia legale promossa dal Riccardi per farsi riconoscere il diritto di aprire il Teatro anche simultaneamente al Sociale di Città Alta. Ma la concorrenza migliore è sulla qualità delle rappresentazioni.

Nel 1830 l'amministrazione del Teatro Riccardi passa all'impresario Bartolomeo Merelli. Compagno di studi di Donizetti, Merelli organizza stagioni teatrali di grande richiamo. Per merito suo Bellini è ospite con La straniera (1830) e con Norma ( 1831). Le opere di Donizetti vengono rappresentate in gran numero, contribuendo così ad affermare le fortune del compositore bergamasco. Nel 1844 è il debutto di Giuseppe Verdi con l'Ernani.

 

Verdi Giovane. Il musicista è in teatro nel 1844 per la sua prima opera rappresentata al RICCARDI, L'"Ernani". (Litografia di Focosi).

Il bisogno di teatri stabili della città di Bergamo col Riccardi ed il Sociale viene soddisfatta pienamente. Ma la diffusa attività di attori e compagnie teatrali dilettanti favorisce la costruzione anche di altri piccoli teatri, ricordiamo il Teatrino di Rosate ed il Teatro di San Cassiano in Città Alta ed il Teatro della Fenice in Città Bassa.

Ma la città di Bergamo oltre a mostrare una grande passione per la musica e l'attività teatrale, evidenzia una decisa avversità contro il dominio dell'Austria: "Nel 1847 si registra al Riccardi una memorabile esecuzione dell'opera "I lombardi alla prima crociata" di Verdi, con una interminabile commossa ovazione al famoso coro "O  Signore dal tetto natio", emblematica espressione di tutti i popoli che aspirano alla libertà. La rivolta vera e propria scoppia nel marzo del 1848: anche Bergamo ha le sue cinque giornate. (...)Per motivi di "politiche turbolenze" e poi per un'epidemia di colera  il Riccardi resta chiuso durante le stagioni di Fiera del 1848 e del 1849, e per un certo periodo è adibito a ospedale militare".(E.Comuzio)

 

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