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IL TERRITORIO

Il territorio della provincia di Bergamo Ŕ sempre stato aspro e  avaro di risorse, ecco perchŔ un solo pezzo di terra, un pascolo, qualche ettaro di bosco poteva essere considerato un bene fondamentale per la sopravvivenza.
Ecco il perchŔ delle continue liti, delle invasioni, delle usurpazioni, delle denunce, delle vendette e delle violenze che hanno caratterizzato i rapporti tra cittadini e tra comuni.
La prima vera delimitazione dei confini comunali di cui si ha notizi risale al 1230-1234 quando il comune di Bergamo divise il territorio in quattro fagge o squadre ordinando a tutti i comuni di stabilire e descrivere i propri confini, ci˛ allo scopo di stabilire e fissare la ripartizione delle tasse.
Un secondo momento importante per la definizine dei confini territoriali si verifica in epoca viscontea quando Gian Galeazzo Visconti comanda di fissare nuovamente i confini comunali.
Nel corso dei secoli comunque, nonostante i nuovi confini venissero discussi e approvati da titti i capifamiglia, nacquero periodicamente contrasti per sconfinamenti ed usurpazioni.
Tra le controversie che si trascinarono per secoli vi fu quella tra Zogno e Brembilla e soprattutto quella  tra la Val Taleggio e Valtorta.
Il motivo sta nel fatto che in queste ultime zone correva il confine tra Repubblica di Venezia e lo Stato di Milano per cui le questioni assumevano un carattere "internazionale" con gran spiegamento di rettori, podestÓ, ambasciatori e vescovi.
Leggendarie son le liti tra Vedeseta, che apparteneva a Milano,e Taleggio, veneziana, a causa dei  termini di confine che venivano spostati in continuazione.
Un'altra questione fu quella riguardante le autonomie comunali e le resistenze dei piccoli comuni ad essere incorporati in quelli pi¨ grandi, infine si pensi alle controversie sui confini tra privati cittadini.
Le paci e  gli accordi tra questi ultimi venivano pronunciati sui ponti, simbolo di unione, grazie all'aiuto di arbitri, geometri e notai che davano lettura alla sentenza.