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La nascita della nuova scienza solleva grandi entusiasmi ed un fervore di studi eccezionale. Si intuisce tuttavia che esiste una grave e profonda contraddizione tra la mentalità razionale-sperimentalista e la tradizione religiosa radicata da secoli.
E' dunque viva l'esigenza di superare questo ostacolo sul piano filosofico e di giustificare teoreticamente il nuovo metodo ed i nuovi risultati.
La visione razionalistica del filosofo René Descartes, che enunciava che la validità della ragione umana è indiscutibile poiché essa emana direttamene da Dio, rappresenterà in generale per tutto il Seicento il fondamento filosofico della ricerca scientifica, che vede in questo periodo uno sviluppo straordinario. Si può ben dire che sotto questo profilo la seconda metà del Seicento rappresenti uno dei periodi più felici della storia. La meccanica di Galileo si consolida attraverso una serie di scoperte dovute in parte ai suoi stessi allievi e in parte ad altri geniali studiosi; nasce con lo stesso Descartes, che fu grandissimo scienziato oltre che filosofo, la geometria analitica; Blaise Pascal compie i suoi fondamentali studi di idrostatica. Sono di questo periodo anche alcune tra le più celebri dispute scientifiche, come quella tra i seguaci di Descartes e di Gottfried Wilhelm Leibniz a proposito della conservazione della quantità di moto (cioè massa per velocità) o della "forza viva" (cioè massa per velocità al quadrato).
Con Isaac Newton, uno dei più grandi geni dell'umanità, la fisica si consolida in un sistema unitario e coerente: si chiude così un'epoca e si schiudono nuovi orizzonti.
La nuova scienza sarà ormai la protagonista dei destini dell'umanità, ed il suo cammino, sempre più rapido e travolgente, non potrà mai più essere frenato.

 

Classe 5a S. A. Merici anno 1999-2000
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