Gli Egizi

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Già fin dagli inizi della loro storia, tra gli Egizi troviamo una grande conoscenza della matematica, della geometria, della medicina. Gli Egizi portarono grandi innovazioni nei diversi campi, dalla medicina alla matematica. La matematica doveva essere molto sviluppata, poiché con la costruzione delle piramidi bisognava conoscere molto bene le varie tecniche e le loro applicazioni: dall'angolatura alla forma dei blocchi, alle misurazioni. Le rappresentazioni usate erano molto scomode: un segno per 1, due segni per 2, nove segni per 9, e con un nuovo simbolo il 10. Due simboli del 10 stavano per 20, nove simboli da 10 stavano per 90 e con un nuovo simbolo si indicava il 100. Il simbolo per 1.000.000 era la figura di un uomo che si batteva il capo con le mani quasi per esprimere lo spavento per l'esistenza di tale numero. Il più antico testo di matematica fu il papiro di Ahmes, che risale al 2000 a.C. Dalla continua misurazione dei campi, i cui confini erano sempre modificati dalle inondazioni del Nilo, nacque la geometria. Gli Egizi inoltre approssimarono il pi greco a 3,16, grazie al quale misuravano la capacità cubica di cilindri e sfere. Molto sviluppata era anche l'astronomia: gli Egizi conoscevano il giorno in cui il Nilo sarebbe cresciuto e straripato, tenendo conto anche della posizione dei pianeti e delle stelle. Ci si basava sull'astronomia per orientare i templi verso l'Oriente, cioè' dove sorge il sole. Con queste osservazioni crearono il calendario, nel quale divisero l'anno in tre stagioni di quattro mesi ciascuna: la prima comprendeva la crescita, l'inondazione e recessione del Nilo; la seconda il periodo di coltivazione e la terza il periodo di raccolta. Alla fine del dodicesimo mese aggiunsero cinque giorni per far coincidere l'anno con i tempi del fiume e la posizione del sole. Come inizio dell'anno scelsero il giorno in cui il Nilo raggiungeva il suo massimo livello. Questo calendario fu modificato da Cesare nel 46 a.C., che aggiunse ogni quattro anni un giorno in più: nacque così l'anno bisestile. A causa delle occasioni offerte dalle imbalsamazioni, gli Egizi fecero progressi nella medicina: essi pensavano che le vene trasportassero aria, acqua e i fluidi escretori e credevano che il cuore e gli intestini fossero la sede della mente, però conoscevano molto bene le caratteristiche delle ossa. La medicina era molto sviluppata e veniva praticata dai sacerdoti, mantenendo le sue caratteristiche magiche. Gli Egizi conoscevano molte malattie, ma non sempre ne trovavano la cura, come per la tubercolosi, l'arteriosclerosi, i calcoli biliari, il vaiolo, la paralisi infantile, l'anemia, l'artrite reumatica, l'epilessia, la gotta e l'appendicite. Ma non esistevano la sifilide ed il cancro, il grande male della nostra società. Le malattie erano spesso curate con amuleti, poiché il popolo pensava che le malattie fossero dovute ad una possessione diabolica. In Egitto vi erano grandi medici e chirurghi che si specializzavano in ostetricia, ginecologia, qualcuno in oculistica. Ci sono arrivati svariati papiri, dove si descrivono le malattie e le loro cure tra cui è noto il papiro di Edwin Smith. I medici erano in grado anche di praticare la trapanazione del cranio, utilizzavano anche il clistere, probabilmente osservando l'ibis, un uccello che combatte la stitichezza, si servivano del suo becco come siringa rettale. Gli Egizi tentarono anche di promuovere la salute per mezzo dell'igiene pubblica (costruendo fognature, insegnando al popolo l'uso frequente del clistere). Le prescrizioni sconfinavano dalla medicina alla magia, come ad esempio il sangue di lucertola, le orecchie e i denti di porco, carne putrida, cervello di tartaruga, un vecchio libro bollito nell'olio, il latte di una donna madre, l'urina di una vergine, escrementi di uomini, scimmie, leoni, cani e gatti.

 

Classe 5a S. A. Merici anno 1999-2000
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