Gli Arabi

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Gli Arabi
Mussulmani 1000-1250

 

Quando i califfi si resero conto dell'arretratezza della scienza e della filosofia araba, mandarono degli incaricati a Costantinopoli ed in altre città per comprare libri greci. Nell'850 erano stati tradotti quasi tutti i testi classici di matematica, astronomia e medicina. Furono tradotti anche i libri di Platone, ma con numerose inesattezze compiute per conciliare la filosofia e la religione. In campo scientifico si avvertì maggiormente l'influenza dei Greci che quella di altri popoli. L'algebra deve il suo nome agli Arabi, che le diedero grande sviluppo. Khiva formulò le più antiche tavole trigonometriche, diede soluzioni analitiche e geometriche di equazioni quadrate, mentre Albotegnus fece progredire la trigonometria e formulò rapporti trigonometrici che sono giunti sino a noi. Il primo passo degli Arabi nel campo astronomico fu di stipendiare degli astronomi per far osservazioni e annotazioni, in modo da verificare le scoperte di Tolomeo e studiare le macchie solari. Poi furono costruiti numerosi e costosi strumenti astronomici: gli astrolabi, sfere armillari e quadranti. L'astrolabio, perfezionato dai Musulmani, giunse in Europa nel X secolo e venne usato dai navigatori fino al secolo XVII. Accanto all'astronomia si sviluppò anche le geografia. Un mercante nell'840 giunse con le sue merci sin nell'estremo oriente e stese un racconto del suo viaggio; egli diede una descrizione dell'India e della Cina, mentre Ib^ Hauquol descrisse l'India e l'Africa. La chimica come intendiamo noi oggi fu inventata dai Musulmani grazie all'alchimia. Quest'ultima, che i Musulmani avevano appreso dall'Egitto, contribuì allo sviluppo della chimica con numerose e casuali scoperte. Il fine dell'alchimia era quello di mutare metalli inferiori in argento e oro per mezzo della pietra filosofale, che era una sostanza sempre cercata, ma mai trovata. Sangue, capelli, escrementi e altre sostanze vennero trattati con vari reagenti, sublimati, calcinati, sottoposti all'azione del fuoco per vedere se contenessero questa magica essenza. Dopo il X secolo la chimica, come altre scienze, si perse nell'occultismo e riaffermò la propria autonomia solo trecento anni dopo. Poiché la religione proibiva la vivisezione e la dissezione dei cadaveri, l'anatomia musulmana dovette accontentarsi dei trattati di Galeno. La medicina araba tuttavia ebbe un certo sviluppo anche se certi settori rimasero penalizzati, ad esempio la chirurgia. I musulmani conoscevano molti segreti nel campo farmaceutico: essi utilizzavano l'ambra bagno, la canfora, la cassia, i chiodi di garofano, il mercurio, la senna, la mirra; introdussero anche nuovi preparati farmaceutici: sciroppi, giulebbe e acqua di rosa. L'istruzione medica veniva impartita quasi esclusivamente negli ospedali. Nessuno poteva praticare la medicina senza superare un esame e avere un diploma di stato. I due più grandi esponenti della medicina araba furono Rhares e Avicenna. Abu Bekr Muhammad al Razi, noto in Europa con il nome Rhares, nacque a Rayy e scrisse circa 131 libri; uno di questi è il "Liber continens" che si occupava di ogni ramo della medicina. Il suo trattato sul vaiolo e la rosolia fu un capolavoro d'osservazione diretta a di analisi clinica; fu il primo studio accurato delle malattie infettive, ma il più famoso trattato fu un'esposizione delle teorie e pratiche mediche del tempo; Rhares introdusse nuovi rimedi come l'unguento mercuriale e l'uso delle suture con intestini di animali. Criticò l'eccessiva fiducia nelle analisi delle urine, con cui i medici credevano di diagnosticare ogni malattia. Avicenna fu educato da insegnanti privati e studiò medicina senza alcun maestro e ancor giovane si mise a visitare senza compenso i malati. A diciassette anni rimise in salute il principe di Bukkar ed ebbe un incarico ufficiale alla sua corte, dove passò molte ore leggendo i libri della biblioteca. Poi, con un suo collega, fuggì nel deserto, dopo aver rifiutato un incarico da Mahmud, ma fu colto da una tempesta da cui si salvò a stento. In seguito prese servizio alla corte di Qabus. Mohmud, fece circolare un ritratto di Avicenna e offrì un premio a chi lo catturasse, ma Qabus lo protesse. Quando Qabus fu assassinato, Avicenna fu chiamato a curare l'emiro di Hamadan, lo guarì e fu nominato visir. Ma l'esercito gli si ribellò e i soldati lo imprigionarono. Avicenna riuscì a fuggire, si nascose in casa di un farmacista e iniziò a scivere numerosi libri, ma fu arrestato dal figlio dell'emiro e passò vari mesi in prigione, dove continuò a scrivere; poi fuggì di nuovo e si rifugiò presso la corte di Ala ad Daula, dove morì a 57 anni. Scrisse 5 libri: il primo parlava delle malattie più comuni con i sintomi, comprendendo anche capitoli sull'igiene. Il secondo libro è un sommario del sapere greco e arabo sulle erbe medicinali. IL terzo libro è dedicato alla patologia specifica e contiene ottime osservazioni sulla pleurite, le malattie sessuali e le malattie nervose .Il quarto discute sulle febbri, sulla chirurgia e sui cosmetici. Il quinto libro dà precise istruzioni per la preparazione di 760 farmaci. In conclusione possiamo affermare che la scienza araba fu sì ricca di scoperte, ma spesso fu annebbiata dall'occultismo.

 

Classe 5a S. A. Merici anno 1999-2000
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