Gli Archivi del Museo Storico



Prima pagina dell'album d'onore dei Mille di Bergamo con dedica autografa di Giuseppe Garibaldi.
Gli archivi del Museo Storico della Città di Bergamo, catalogati e disponibili sia su supporto cartaceo sia informatico, sono accessibili agli studiosi negli orari di apertura del Museo . La catalogazione su supporto informatico è stata realizzata dalla Cooperativa Archimedia ed è consultabile da postazioni appositamente allestite nelle sale di studio.

Alcuni archivi contengono documentazione inedita di notevole interesse per la storia italiana e bergamasca e attendono studi approfonditi, che verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista del Museo "Museo & Storia", in vendita presso il Museo al costo di 18.000 lire.


 

I PROCLAMI


Decreto del governo provvisorio di Bergamo datato 1 aprile 1848.
La raccolta dei proclami era in origine tra le più interessanti e fornite del Museo: comprendeva tra l'altro la donazione Giuseppe Locatelli Milesi di 2.044 pezzi. Tra il 1930 e il 1935 la collezione è stata smembrata e trasferita nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, presso la quale si trova tutt'ora. In Museo restano 211 proclami, emanati tra il 1797 e il 1954.


 

LE GUERRE DEL RISORGIMENTO

Fondo Cucchi

É il corpo archivistico (25 faldoni) maggiormente rappresentativo dell'età del Risorgimento, donato nel 1983 al Civico Museo del Risorgimento e della Resistenza di Bergamo dalla Signora Carla Bordogna Fagioli, zia di Luigi e Francesco Cucchi; attualmente l'archivio è ordinato e inventariato. Particolarmente interessante è l'epistolario intercorso tra i due fratelli tra il 1859 e il 1863. Infatti, attraverso le puntuali missive di Francesco, in primo piano tra i volontari garibaldini, a Luigi è possibile ricostruire almeno tre momenti fondamentali delle guerre risorgimentali: i Cacciatori delle Alpi, la spedizione dei Mille e il tentativo politico-militare naufragato sull'Aspromonte. Soprattutto per quanto riguarda la spedizione dei Mille, l'epistolario non solo permette di rivedere puntualmente gli eventi bellici, ma soprattutto di leggere, fuori dall'agiografia risorgimentale, il "morale delle truppe", il ruolo dei volontari e la personalità del "Duce dei Mille". Dalle lettere solo in sporadiche occasioni si palesa la "retorica della guerra" e la stessa figura di Garibaldi è tratteggiata in tutti i suoi tratti ambigui. Nelle lettere è presente un continuo "senso del tradimento" perpetrato dalla classe politica nei confronti dei combattenti al fronte, depositari della sofferenza e parallelamente del migliore spirito di "redenzione" della patria, sentimento particolarmente vivo nella fase finale dei Cacciatori delle Alpi.
Segnaliamo la tesi: Giovana Colleoni, Il democratico Francesco Cucchi: dall’iniziativa popolare all’esordio parlamentare, Università degli studi di Milano, a.a. 1993-1994.

 

Fondo Camozzi

Composto da tre faldoni, è costituito da quelle carte riguardanti la famiglia Camozzi (tra le quali segnaliamo una piccola raccolta di lettere di Giuseppe Garibaldi ad Alba Coralli Camozzi, moglie di Gabriele), Gabriele Camozzi e Giambattista Camozzi, che i Camozzi Vertova all'atto della donazione ritennero opportuno scorporare dall'Archivio (oggi depositato nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo) per poter allestire una sezione del Museo del Risorgimento riguardante la famiglia. Scarsa la documentazione sulla partecipazione di Gabriele Camozzi ai moti del 1848 e alla spedizione dei Cacciatori delle Alpi, mentre interessanti documenti sono il rapporto di Gabriele Camozzi, Regio Commissario straordinario in Sicilia nel 1866, sulla "presa della macchina Paride ed altri materiali della strada ferrata e prigionieri fatti", e alcuni appunti riguardanti armi e fortificazioni.
La dott.ssa Chiara Geroldi ha realizzato una tesi dal titolo: Archivio Camozzi Danieli. Riordinamento e inventariazione, Università degli Studi di Udine, a.a. 1995-1996.
La dott.ssa Silvana Agazzi una tesi dal titolo: Impegno politico e sociale di Alba Coralli 1852-1886, Università degli Studi di Milano, a.a. 1997-1998.

 

Fondo Francesco Nullo

Purtroppo la documentazione coeva è scarsa, mentre vi è una raccolta significativa del carteggio intercorso tra diverse istituzioni politiche e culturali polacche e il Museo del Risorgimento di Bergamo. Di sicuro interesse sono i frammenti di un diario di guerra manoscritto dall'"eroe dell'Europa dei popoli", riguardante i fatti di Talamone e il ferimento a Calatafimi e alcune lettere scritte al Nullo durante la prigionia (causata dai fatti di Aspromonte) nell'ottobre 1862. Nullo aveva partecipato anche alla II guerra d'indipendenza.
Il dott Giovanni Gavazzeni ha realizzato una tesi dal titolo: Francesco Nullo fra mito e storia, Università degli Studi di Urbino, a.a. 1998-1999.

 

Fondo Guido Sylva

Composto da un solo faldone, raccoglie i diplomi militari del garibaldino bergamasco, stati di servizio, congedi, onorificenze militari etc.

 

Fondo Daniele Piccinini

Raccolte in un faldone si trovano poche carte riferite soprattutto al periodo post-risorgimentale. Per il periodo precedente si segnalano tre lettere inviate dal garibaldino al padre, datate rispettivamente Genova 11 giugno 1860, Genova 20 giugno 1860 e Napoli 9 agosto 1862. In quest'ultima il Piccinini, che si trova agli arresti, descrive la situazione creatasi dopo le "infauste" decisioni della monarchia sabauda: "Qui fa un caldo terribile negli animi di tutti. Roma o morte. I Siciliani sono frenetici, ogni giorno accorre gioventù Siciliana presso Garibaldi che, divisi in tre campi, tiene ora più di 15 mila uomini quasi tutti Siciliani. Si spera molto anche da Calabresi e Napoletani".

 

Fondo "Attestati militari"

Costituito da tre faldoni, contiene documentazione militare e civile (attestati di servizio, di onorificenze, passaporti etc.) di vari esponenti del Risorgimento.

 

Fondo don Fantino Premerlani

Sono poche carte del cappellano delle carceri di Bergamo riguardanti processi del 1850. Allegata la Notificazione (2 settembre 1850) con la quale vennero graziati Giacomo Boffetti, Lorenzo Mascheroni e Giovanni Signorelli, tutti accusati di possesso d'armi.

 

Fondo fratelli Lupi

Contiene documentazione militare (dispacci, ordini di servizio, comunicazioni, stati di servizio) per il periodo 1809-1860, riferita in particolare al conte Luigi Lupi.

 

Fondo Giuseppe Maria Giulietti

Oltre ad alcuni opuscoli, contiene memorie dalla spedizione in Egitto del periodo marzo-aprile 1881, ufficialmente organizzata per realizzare rilevazioni geografiche.

 

Fondo Memorialistica

 


 

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Fondo Marco Tiraboschi

Ordinato cronologicamente e composto da 463 carte tra cartoline postali e lettere, raccoglie la corrispondenza tra Marco Tiraboschi, gestore della libreria cattolica "Greppi" e in seguito economo di papa Giovanni XXIII, e i dipendenti e fornitori della libreria che furono richiamati alle armi durante la prima guerra mondiale e, in misura minore (solo 15 carte), durante la "campagna d'Etiopia". Sono per lo più cartoline postali in franchigia, fittemente scritte e aventi come oggetto principalmente la vita del soldato in trincea e la preoccupazione per le difficoltà finanziarie delle famiglie. Muta negli anni il tono delle cartoline: se nel 1915 la corrispondenza è tesa più a rassicurare sulla salute e sui "minuti problemi" (ricorrenti sono i temi del freddo e la conseguente richiesta di indumenti e la mancanza di licenze in tempo natalizio), già nel 1916 numerose sono le imprecazioni contro "il tremendo castigo che Iddio ci ha colpito" e le richieste "affinché tutti centuplichino le preghiere per implorare da Dio Misericordioso la sospirata pace". Dopo Caporetto, le imprecazioni contro coloro che si erano schierati a favore della guerra si fanno sempre più frequenti: "Signor Padrone - scrive un soldato a Marco Tiraboschi - ci vorebbe qui quei Lazzaroni che gridava viva la guerra qui a vedere cosa è la guerra, cosa mi tocca sofrire e patire non sapendo per che e a subire tanti disaggi e sotto una pioggia di granate e fucilate e sotto tutte le intemperie del mondo e un terribile freddo che continua ogni giorno a aumentare e non vi dico altro perché sono troppo disperato". Numerose sono anche le missive in cui i soldati ringraziano Marco Tiraboschi e le sorelle per l'aiuto prestato alla famiglia e per i soldi inviati, senza i quali anche la vita al fronte è impossibile. Si segnalano, infine, le lettere e le cartoline postali dei soldati prigionieri, datate 1917 e 1918.
Sul fondo cartoline "Marco Tiraboschi" la dott.ssa Lucia Citerio ha realizzato la tesi di laurea: Lettere di soldati bergamaschi dalla Grande Guerra. Il fondo Marco Tiraboschi del Museo Storico della città di Bergamo, Università degli Studi di Udine, a.a. 1996-1997, in consultazione presso la biblioteca del Museo.

 

Fondo Luigi Caironi

È composto principalmente dalla corrispondenza inviata dal caporale del 113mo fanteria Luigi Caironi alla famiglia e ai conoscenti durante la prima guerra mondiale e la sua prigionia a Mauthausen (dal giugno 1917).

 

Fondo Mario Bianco

Contiene 59 cartoline, cartoline postali e fotografie dell'Ufficiale di Marina Mario Bianco (1907-1920).

 

Fondo Giacomo Zanchi

Contiene 12 cartoline postali inviate dal prigioniero di guerra Giacomo Zanchi alla madre e al padre durante il 1918 dal campo di Salzburg, con la preghiera di "conservarle tutte".

 

Fondo Aurelio De Francesco

Contiene documenti militari del Generale dei Granatieri Aurelio de Francesco, nato a Catanzaro il 7 febbraio 1874 e morto a Piacenza, dove fu anche Podestà, il 13 maggio 1961.

 

Fondo volantini della I Guerra Mondiale

Raccoglie 31 volantini e manifesti, tra i quali quelli del Comitato d'Azione per la Resistenza Interna in Bergamo, del Comitato di Mobilitazione Civile di Bergamo, del Segretariato delle Opere Federate di Propaganda e Comitato di Resistenza Interna, del Segretariato Provinciale di Assistenza e Propaganda.

 

Fondo Memorialistica

 


 

LE GUERRE COLONIALI

Fondo Delio Bartoli

Costituito da cinque faldoni, è l'archivio più organico del Museo per lo studio dell'occupazione italiana in Africa Orientale ed è composto dalle carte dell'archivio personale del Maggiore di Fanteria Delio Bartoli (nato a Roma l'8 gennaio 1895 e morto nell'aprile 1937). Attualmente è in corso la catalogazione informatica. I corpi documentari più interessanti sono:

 

Fondo Rodolfo Roncelli

È costituito da relazioni e informative del Comando Superiore dell'Africa Orientale, datate 1936, e da una memoria dattiloscritta intitolata La divisione di fanteria Sila in Africa Orientale.

 

Fondo Mario Ghisleni

Comprende alcune lettere del carabiniere Mario Ghisleni, morto per setticemia in seguito al combattimento di Gunu Gadu avvenuto il 24 aprile 1936.

 

Fondo Giovanni ed Emilio Scaglia

È composto da ritagli di giornale e fotografie riguardanti la Camicia Nera Giovanni Scaglia, morto il 27 febbraio 1936, e il fratello Emilio (di quest'ultimo è conservata una memoria di due cc., datata Roma maggio 1944).

 

Fondo Antonio Bonacina

Si compone dello stato di servizio e di ritagli di giornale del geniere loverese morto in Africa Orientale.

 


 

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Fondo Occupazione tedesca

Il faldone è costituito per lo più da stampati (tessere speciali, attestati per dipendenti "Dalmine", certificati di esonero per operai, etc.) dell'esercito tedesco e della Repubblica Sociale Italiana. Si segnala un documento della Feldgendarmerie di Bergamo con l'elenco dei 13 partigiani fucilati a Lovere e il relativo ordine di servizio autografo (7 cc.).

 

Fondo "Lettere di partigiani"

Contiene riproduzioni e alcune lettere originali di partigiani catturati. Si segnalano: lettera a Giovanni Brasi da parte di un comandante della Brigata G.L. (s.d.); lettera di Mario Zeduri a Luigi (?) (6 settembre 1944); lettera di Guido Galimberti alla madre (21 novembre 1944); lettera di un partigiano condannato a morte ai genitori (23 aprile 1944).

 

Fondo C.L.N.

È costituito da quelle poche carte che furono tolte dall'archivio del C.L.N. per poter allestire le sale del Museo del Risorgimento dopo la ristrutturazione del 1959.