Tre province per una rete dei musei della grande guerra
Mauro Passarin

 

In nessun’altra parte d’Europa, come nelle zone alpine e prealpine del Veneto e in modo particolare nelle province di Vicenza, Treviso e Belluno, esiste un territorio ancor oggi profondamente segnato, nella memoria storica dalle vicende e sul territorio dalle opere, dagli eventi accaduti durante il Primo Conflitto Mondiale.
Queste regioni risultano ricche di manufatti realizzati dagli eserciti belligeranti durante il 1915-18; manufatti e luoghi che manifestano ancora, a distanza di molti anni, una straordinaria forza di connotazione dell'ambiente: una sorta di alfabeto storico che acquisisce oggi nuovi e interessanti motivi di rivisitazione.
E’ in queste zone dell'alto Veneto che č presente una vasta realtą museale di istituzioni minori; certo piccole raccolte e collezioni, ma che conservano testimonianze materiali di un immenso patrimonio documentario.
Si tratta nella grande maggioranza dei casi di strutture che denunciano carenze logistiche, di personale scientifico, di tutela e valorizzazione; ma che nell'insieme con la naturale proiezione sul territorio di quel vasto "museo all'aperto" di cui sopra si sono tracciati alcuni punti, rappresentano un elevato valore simbolico e un momento di forte riconoscimento del cittadino-fruitore.
Ora, per cominciare a sfruttare al meglio queste enormi potenzialitą e in modo particolare questi siti museali, lavorando nell'ambito normativo regionale, le amministrazioni provinciali di Vicenza, Belluno e Treviso hanno elaborato un progetto di coordinamento di quella quarantina di musei e raccolte della Grande Guerra presenti sul territorio interprovinciale.
La proposta mira a costituire un sistema a rete in grado di provvedere alla creazione di misure di salvaguardia di materiali e testimonianze della Grande Guerra; costituire un ideale punto di riferimento per il vastissimo "sommerso" fatto di collezionisti e appassionati favorendone la valorizzazione; dotare tutte le strutture di riferimenti scientifici qualificati; standardizzare i criteri espositivi, promuovere il circuito al pubblico locale e turistico creando sinergie con le attivitą economiche delle aree interessate.
Un grande intervento di valorizzazione storica del territorio dunque, capace di rispondere nelle sedi museali alle diverse domande della ricerca, della didattica, e della corretta divulgazione e contemporaneamente sul territorio a quel turismo di guerra, in questi anni in continua crescita.