Eventi 2001

Mostra

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AGE OF EXTREMES.
MOSTRA LABORATORIO PER LO STUDIO DEL '900.

Apertura al pubblico tutti i giorni (lunedì escluso) dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
La mostra rimarrà aperta sino al maggio 2002. Sono aperte le iscrizioni per le classi che lo desiderano. Sono previste per gli studenti esperienze di laboratorio, con gli oggetti, l'iconografia e le armi.
Il laboratorio didattico è visionabile e scaricabile dal sito http://digilander.iol.it/mediaspirano/commissione

 

 

 


Ufficio scolastico di Bergamo. Corso: "Un nuovo curricolo per la storia". Sede: Istituto Ind. statale "G. Natta", via Europa 15. Ore 15.00-18.00


Ciclo di incontri

DAL VILLAGGIO AL VILLAGGIO GLOBALE: - reportage di viaggio con diapositive e multimedia



Presso la Sala Capitolare e la sala multimediale del Museo storico, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Bergamasco (Piazza Mercato del fieno, 6a BERGAMO)

19 marzo 2001 ore 21.00: Pechino febbraio 2001: inizia l'anno del serpente (P. Moscini, G.A.B.)

2 aprile 2001 ore 21.00: Iran tra realtà e pregiudizio (M. Gelfi, Museo storico)

9 aprile 2001 ore 21.00: Cuba tra sogno e realtà (M. Eynard, Associazione guide)

23 aprile 2001 ore 21.00: Malesia oggi: dove sono finite le tigri di Mompracen (G.A.B.

INGRESSO LIBERO. SI RACCOMANDA LA PUNTUALITA' (durata 90')


Rassegna

RASSEGNA VIDEO DEDICATA A GIUSEPPE VERDI

venerdì 23 marzo 2001

a cura del Cinevideo club Bergamo con la collaborazione del Museo storico-Museo Donizettiano

venerdì 23 marzo 2001 presso Sala capitolare del Museo storico(Piazza Mercato del fieno, 6a BERGAMO)

  • Rigoletto: selezione dell'opera omonima. Riduzione di Barry J.C. Purves, Gran Bretagna
  • "Sempre libera degg'io...": videoclip da La Traviata. Mascherero: Franc Cancelli. Realizzazione: Cinevideo club Bergamo
  • "Emergency": spot "Dies irae" dal "Requiem". Realizzazione: Pierantonio Leidi
  • "Pianissimo": documentario sulla "Casa di riposo G. Verdi". Realizzazione: Mino Croce e Guido Wilhelm

Note introduttive di Fabrizio Capitanio


Incontro

Martedì 8 maggio, ore 18.00 L’Associazione degli amici del Museo storico organizza un incontro con il professor Giorgio Rumi, che presenterà la relazione La Lombardia e l’Italia: un problema aperto. Seguirà il dibattito tra gli intervenuti. Presso Museo storico della Città, Piazza Mercato del fieno, 6a

Venerdì 18 maggio, ore 21.00. L’Assessore alla cultura e allo spettacolo e l’International Inner Wheel Club Bergamo, in collaborazione con il Mercantico, organizzano il concerto di inaugurazione del pianoforte Playel (1875), recentemente restaurato dalla ditta Nazzari di Cremona. Presso Ridotto del Teatro Donizetti. Programma: Duo pianistico Trivella, pianoforte a quattro mani.  

Franz Schubert, Divertissement à la Hongroise op. 54
György Ligeti, Cinque pezzi
George Gershwin, Ouverture cubana
G. Sollima, 4 Subsongs
Maurice Ravel, La valse

Sabato 19 maggio, ore 10.00. L’Associazione degli amici del Museo storico organizza la tavola rotonda Il Museo storico della città: lo sviluppo del progetto. Presiede l’avvocato Carlo Salvioni. Presenteranno i progetti l’architetto Andrea Tosi e Manuela Bandini Spagnolo. Interverranno gli assessori Valerio Marabini, Luigi Nappo e Marcello Puppi. Seguirà il dibattito.Presso Museo storico della Città, Piazza Mercato del fieno, 6a

Domenica 20 maggio, ore 9.30-13.00. La Scuola d’arte applicata Fantoni espone, presso il Chiostro delle Arche dell'ex Convento di S. Francesco, i lavori realizzati dagli allievi

Domenica 20 maggio, ore 15.00. Il monastero di S. Francesco tra passato e presente. Interverranno il dottor Mauro Gelfi, direttore del Museo storico, i professori R. Mangili della Scuola d’arte applicata Fantoni, la dottoressa Sara Borsatti, del Gruppo didattico culturale del Museo storico. Seguiranno la visita guidata agli affreschi trecenteschi del monastero a cura della dottoressa Sara Borsatti e la presentazione dello Spazio multimediale per l’educazione allestito in un’ala del monastero. Nel corso del pomeriggio gli allievi della Scuola d’arte applicata Fantoni allestiranno postazioni di lavoro per illustrare dal vivo ai visitatori stili e tecniche dell’affresco.


Giornata dell'ambiente

GIORNATA DELL'AMBIENTE E DELL'ECOLOGIA-
18/05/2001

 

In occasione della Giornata dell'ambiente e dell'ecologia il Gruppo didattico culturale del Museo storico della città propone due itinerari, rivolti ad adulti e ragazzi: 

Il Museo storico e il convento di S. Francesco

Giocare in Museo: la Spedizione dei Mille (ragazzi 6-11 anni)

Per gli adulti è proposta una visita che illustra il percorso espositivo museale e le vicende storico-artistiche dell’edificio che ospita il Museo. Contemporaneamente I ragazzi saranno impegnati in un’attività ludica di apprendimento (disegni, cerca-trova, gioco di ruolo) dedicata alla Spedizione dei Mille.

"Age of extremes: materiali per la storia del Novecento"
Laboratorio sulla Prima guerra mondiale (ragazzi 11-14 anni)
Gli adulti saranno accompagnati alla mostra dedicata alla storia del Novecento, mentre ai ragazzi saranno mostrati un filmato sulla Prima guerra mondiale e alcune armi e accessori militari. Adulti e ragazzi saranno poi accompagnati in un percorso on-line nella sala multimediale del Museo.
 Gli itinerari sono gratuiti e avranno la durata di 2 ore. L'appuntamento è alle ore 10.30 presso l'ingresso del Museo storico della città, in piazza Mercato del fieno 6/a.


 

MUSEI DI NOTTE - La Notte dei Musei

15 settembre 2001

MUSEI DI NOTTE si propone come una manifestazione di livello nazionale attenta a coinvolgere e sollecitare l'attenzione degli abitanti della città e della provincia di Bergamo verso le istituzioni culturali, il loro patrimonio e le rispettive e specifiche attività sul territorio.

La finalità è quella di favorire una più viva attenzione e partecipazione verso queste istituzioni attraverso un progetto notturno che si sviluppa nell'arco dell’intero periodo estivo e si conclude con una lunga serata il 15 settembre (clicca qui per il programma della serata).

L'iniziativa prevede che ogni sabato sera fino a mezzanotte, dal 23 giugno al 15 settembre, vi sia l'apertura straordinaria e gratuita dei musei civici di Bergamo Alta collegata ad attività culturali e di Palazzo della Ragione e del Teatro Sociale, luoghi che nel periodo estivo ospiteranno mostre ed eventi artistici di rilievo.

Sarà disponibile, per raggiungere Bergamo Alta, il servizio di autobus (ogni 15’) e di funicolare (ogni 8’) fino alle ore 1.30 e il 15 settembre fino alle ore 3.00.

Sabato 15 settembre La Notte dei Musei concluderà questa esperienza innovativa con una serata straordinaria che dal tramonto all'alba coinvolgerà in un full time di sorprendenti attività adulti, giovani, bambini.

Verranno aperti straordinariamente fino alle ore 3.00 i Musei di Bergamo Alta: il Museo di Scienze Naturali, il Museo Archeologico, il Museo Storico, l’Orto Botanico ma anche il Palazzo della Ragione e il Teatro Sociale.

In ognuno di essi sarà sempre disponibile una guida per soddisfare le curiosità del pubblico.

Al loro interno si assisterà a concerti, spettacoli teatrali, rappresentazioni di danza moderna e saranno allestite le opere d’arte contemporanea di 16 artisti appositamente chiamati.

Nella notte vi saranno degustazioni di vini tipici bergamaschi e prodotti naturali: sono inoltre previsti due punti di ristoro a prezzi concordati, uno all’interno del Museo di Scienze Naturali - Piazza Cittadella, l’altro presso il Museo Storico - Chiostro di San Francesco, dove sarà possibile usufruire della pizzeria fino a notte inoltrata.

Dalle ore 24.00 Piazza della Cittadella sarà allestita a discoteca; contemporaneamente sarà possibile effettuare le ultime visite guidate all’interno dei vari musei, a cui sarà legato un gioco a premi.

E’ garantito un servizio di nursery specializzato anche con attività didattiche (laboratori legati alle tematiche dei musei coinvolti) per bambini dalle ore 19.00 fino alle 24.00 presso il Museo Storico.


Incontri

A partire dalla notte del 15 settembre e fino al 4 novembre i musei di Storia, di Archeologia, di Scienze Naturali insieme all'Orto Botanico offriranno anche un incontro con l'arte contemporanea, attraverso la mostra + STORIE CONTEMPORANEE, a cura di Paola Tognon, per la quale sedici artisti hanno realizzato lavori di pittura, scultura, fotografia e video esposte accanto ad un nucleo di opere di maestri del ’900.

Per informazioni e ulteriore materiale informativo telefonare a:

COSMO – Comunicazione, Servizi e Marketing

Ilaria Gianoli 333 63 17344 T/F 02 514406 Massimo D’Elia 348.4444770

 

+ Storie Contemporanee

15.09 – 04. 11 del 2001

Presentazione del progetto d’arte "+ Storie Contemporanee"

a cura di Paola Tognon: ore 18.00 Sala Curò, Piazza Cittadella 8, Bergamo.

Musei di notte vuole avvicinare un pubblico ampio e non abituale ad istituzioni specialistiche attraverso un progetto notturno che si sviluppa nell'arco dell'intero periodo estivo, dal 23 di giugno al 15 settembre. Durante questo periodo, ogni sabato sera fino a mezzanotte è prevista l'apertura straordinaria e gratuita, con attività culturali, dei musei civici di Bergamo Alta, di Palazzo della Ragione e del Teatro Sociale, luoghi che ospitano mostre ed eventi artistici. Il 15 settembre la Notte dei Musei conclude idealmente questa esperienza con una lunga ed intensa serie di eventi musicali, teatrali e d’arte, che sino a notte inoltrata animeranno le quattro sedi dei musei di Storia, di Archeologia, di Scienze Naturali e dell'Orto Botanico.

Al loro interno sarà inaugurata la mostra + STORIE CONTEMPORANEE, opere di pittura, scultura, fotografia, video e installazioni alla ricerca di una possibile interazione tra storie, tempi e discipline diverse.

Sedici artisti hanno appositamente realizzato dei nuovi lavori nel Musei di Scienze Naturali, Archeologico, Storico e nell’Orto Botanico:

Olivo Barbieri (con immagini fotografiche delle zone "nascoste" dei musei, come laboratori, depositi e uffici), Maurizio Donzelli (una parete di segni-disegni), Emilio Fantin con Paolo Ferrario (un progetto di contaminazione fra arte, reperti, suono e musica), Fausto Gilberti (lo studio di una nuova immagine simbolica per l’Archeologico), Chris Gilmour (con una scultura dedicata allo "scrittore stanco"), Marie Aimé Grimaldi (che realizza un’inquietante maschera/teschio in patè de verre), Silvia Levenson (con la sua "Bambina Spinosa" nella serra delle piante grasse) e l’artista di art in nature Giuliano Mauri (con un’installazione "vegetale") entrambi allestiti nell’Orto Botanico. E poi Florencia Martinez (tele dipinte e ricamate, simbolo di memorie del passato), le tre scultrici Laura Morelli (con l’installazione spaesante di oggetti-sculture di uso comune), Bianca Nappi (grandi e sonore ceramiche monocrome), e Odinea Pamici (presente nel Museo di Scienze con una gigantesca, scultura a forma di torta nuziale), e infine Zwelethu Mthethwa (con un video e delle fotografie legate alla visione contemporanea del suo paese, l’Africa, installate nella nuova Sezione museale Etnografica), Cesare Pietroiusti (con un’installazione sonora sui simboli del lusso tra gli oggetti realizzati con le cacce dei safari abusivi) e Antonio Riello (le cui armi "travestite" saranno allestite all’interno del museo Storico).

Il progetto artistico prevede inoltre l’allestimento di alcune opere d’arte appartenenti ai maestri del ‘900 collegate alle collezioni dei Musei: una serie di incisioni di Henry Moore dedicate allo studio del cranio di un elefante, la scultura "Baco da Setola" di Pino Pascali, esposte nel museo di Scienze Naturali; la suite per Guernica "Sueno y Mentira de Franco" di Pablo Picasso  per il Museo di Storia e l’ "Anello di granito rosa" di Richard Long(Museo Scienze).

+ Storie Contemporanee si propone come dialogo tra passato e presente, tra arte contemporanea e storia, scienza, archeologia ed etnografia all’interno di istituzioni che tutelano e raccontano la storia e la ricchezza del territorio.

La mostra sarà visitabile negli orari d’apertura dei musei sino al 4 novembre 2001.

Per informazioni, materiale informativo e fotografico telefonare a

Ilaria Gianoli 333 6317344 T/F. 02 514406 Massimo D’Elia 348.4444770


Mostre

Io, volontario dell'arte a Sarajevo 18 agosto-3 settembre 1995

DIARIO VISIVO (Disegni, Pitture, Video)
Allestita nel chiostro minore del Convento di S.Francesco, la mostra, rimane aperta dal 22 settembre al 14 di ottobre  

Rubino 1.JPG (51853 byte)II lavoro di Giovanni Rubino propone una testimonianza diretta della tragedia di Sarajevo e della guerra nella ex-Yugoslavia.
In varie fasi cronologiche, tra il 1995 e il 1996, l'artista registra immagini della terra vicinissima alla nostra, immagini proposte però su registri diversi, dalla semplice cronaca alla storia che viene narrata in una dimensione lirica.
Il valore e l'efficacia anche didattica di questo lavoro è riconoscibile infatti a diversi livelli.

 

 

II primo di essi è proprio quello della memoria che non deve essere cancellata, del ricordo che deve restare come concreta e indelebile prova dell'orrore accaduto alla incredibile vicinanza dei nostri confini, nella civile e ricca Europa.


 




La seconda e importante funzione dell'opera è quella di cercare di chiarire attraverso l'evidenza delle immagini le complesse dinamiche e ragioni di questo conflitto, nato in un paese nel quale la coabitazione di popoli e religioni diverse è stata la causa deflagrante di una guerra e di un conflitto dirompenti. Ma la funzione forse più importante è quella poetica: nei video per esempio si propone, soprattutto nella prima parte, come visione lirica degli accadimenti reali. Il taglio delle inquadrature, la loro frequente mancata messa a fuoco, il sovrapporsi di disegni e di immagini del reale trasformano la cronaca in un racconto epico, nel quale l'emozione trasfigura la tragedia della guerra, senza tuttavia cancellarne l'orrore.
 

 

Rubino si sofferma sulle visioni apocalittiche della distrutta biblioteca di Sarajevo, dove non è visibile neanche un libro, dove la violenza ha negato ogni funzione della cultura: ma i suoi disegni vengono febbrilmente composti e l'artista pare con ciò sottolineare l'indistruttibile valenza dell'arte e della cultura, che non può nulla di fronte alla guerra, ma che sopravvive ad essa e la racconta a memoria futura. E con ciò viene evidenziata anche un'altra importante funzione de l'opera e cioè il suo sottolineare una delle sempre vitali e sostanziali valenze dell'arte, luogo e spazio della storia e degli avvenimenti trascorsi.


Milano, novembre 1996


Mostra

Le collezioni storiche della Divisione Legnano - dal 29 settembre al 21 ottobre 2001 negli orari: 19.30-12.30 e 15-18.30

 

 

 

 

Le scuole possono prenotare visite guidate gratuite (Le collezioni storiche della Divisione Legnano e Age of extremes. Materiali per la storia del Novecento) contattando il Museo storico della città
Esposizione a cura di Adriana Bortolotti e Mauro Gelfi, con la collaborazione di Silvana Agazzi. Allestimento di Rosanna Paccanelli e Patrizia Fratta.
 



La mostra Le collezioni storiche della Divisione Legnano, allestita con il ricco materiale proveniente da Palazzo Lupi, intende restituire alla città la memoria di un'unità militare che ha avuto un ruolo di prim'ordine in eventi significativi della storia d'Italia: essa ha contribuito non solo al processo di unificazione in età risorgimentale, ma anche ad accreditare, in epoca contemporanea, l'immagine del nostro paese a livello internazionale. Nell'anno 2000 il materiale di pertinenza della Divisione è stato ceduto per 30 anni in comodato al Museo storico: la cerimonia di affidamento e la mostra portano a conoscenza della cittadinanza i contenuti e il valore di queste collezioni e ne presentano i cimeli più significativi.

 

 


Costituita l'8 febbraio 1934 come divisione di fanteria, la Legnano vantava nel suo organico reparti di origini antichissime: il 7° e l'8° Reggimento "Cuneo" (Nizza, 1701) e il 67° e il 68° Reggimento "Palermo" (Torino, 1862), che avevano avuto un ruolo di spicco nella lotta per reprimere il brigantaggio in Calabria e Sicilia (1867-69), nella Terza guerra d'indipendenza (1866), nelle guerre di conquista coloniali (Eritrea 1895-97, Libia 1911-12) e nel primo conflitto mondiale (1915-18). 
La Divisione sceglieva di fregiarsi del nome della cittadina lombarda di Legnano, che in epoca comunale era stata teatro dello scontro (1176) tra l'imperatore Federico I Barbarossa e la coalizione stretta fra i liberi comuni, intenzionati a riaffermare la loro autonomia. La figura storico-leggendaria di Alberto da Giussano, comandante della "Compagnia della morte" durante la battaglia contro il Barbarossa, era adottata quale emblema della Divisione, mentre le ultime parole di un verso della "Canzone di Legnano-Parlamento", composta da Giosuè Carducci nel 1879, diventavano il motto ufficiale: "e vincere bisogna". 

 


Durante la Seconda guerra mondiale la Divisione Legnano veniva impiegata su tre fronti: prima in Francia, poi in Grecia e infine ancora in Francia.
Nel mese di giugno del 1940 era schierata contro la Francia nella zona del Colle delle Finestre, passo di alta quota che unisce la valle della Dora Riparia a quella del Chisone. Dopo pochi giorni, a seguito dell'armistizio tra Francia e Germania e tra Francia e Italia (24 giugno 1940), le ostilità cessavano e la divisione rientrava alla base con i reggimenti pressoché intatti.
Sul fronte greco la Divisione Legnano giungeva nel gennaio del 1941, impegnata nell'attacco lanciato da Mussolini contro la Grecia, considerata il "pilastro della difesa mediterranea inglese". Sbarcati in Albania, il 67° e il 68° reggimento sostenevano due mesi di combattimenti durissimi. Infine, aiutata dall'intervento tedesco, l'armata italiana annientava ogni ulteriore resistenza greca (aprile 1941), con perdite però elevatissime: più di 13.000 morti e oltre 25.000 dispersi.
Negli ultimi mesi del 1942 infine la Legnano tornava sul fronte occidentale, partecipando, prima in Liguria e poi sulla Costa Azzurra, alla difesa costiera organizzata dalle truppe tedesche.
Dopo l'armistizio di Cassibile (3 settembre 1943) la Divisione si spostava nell'Italia meridionale ed entrava sotto la tutela anglo-americana: riorganizzata e denominata I raggruppamento motorizzato, combatteva lungo la linea difensiva tedesca Gustav, conquistando l'altura di Montelungo presso Cassino (dicembre 1943).



azionecil.JPG (40187 byte)Nella primavera del 1944 il I raggruppamento veniva assorbito dal Corpo italiano di liberazione, al comando del generale Utili: forte di 25.000 uomini, il C.i.l. forzava la linea Gustav (maggio 1944) e in tre mesi raggiungeva a nord la linea Gotica. Tra i combattimenti più impegnativi quello lungo il fiume Musone (luglio 1944).
Disciolto il C.i.l. nel settembre 1944, nasceva il Gruppo di combattimento Legnano che, come gli altri gruppi di combattimento, operava con mezzi e materiali forniti dagli alleati. Il Gruppo Legnano concorreva dall'aprile 1945 alla liberazione del territorio bolognese, sempre al comando del generale Utili. Entrato in Bologna il 21 aprile, raggiungeva Bergamo il 30 e destinava parte dei suoi uomini a combattere i tedeschi nella zona prealpina lombarda. 

 

 



Il Gruppo si scioglieva l'8 maggio 1945 per ricostituire con la stessa struttura, cinque mesi dopo, la Divisione di fanteria Legnano, con sede definitiva a Bergamo presso palazzo Lupi. Nel 1975, in seguito a una ristrutturazione dell'Esercito italiano, la Divisone veniva contratta nella Brigata meccanizzata Legnano, dotata di mezzi cingolati e costituita da bersaglieri, carristi, artiglieri, unità del genio e delle trasmissioni ecc. Assumeva in quegli anni un carattere prettamente addestrativo, intervenendo in aiuto di popolazioni colpite da calamità naturali (alluvione di Firenze, 1966; terremoto in Irpinia, 1980; frana in Valtellina, 1987), in operazioni di ordine pubblico e in missioni di pace (in Libano, 1982-83 e in Somalia, 1993-94).
A partire dal 1989 iniziava un nuovo processo di riorganizzazione dell'Esercito, che comportava prima la soppressione di alcuni battaglioni, poi lo scioglimento della Brigata, formalizzato il 16 settembre 1996.


Ciclo di incontri

DAL VILLAGGIO AL VILLAGGIO GLOBALE

Il Museo storico della Città e il Gruppo Archeologico Bergamasco organizzano:

Lunedì 1 ottobre: "Libia: dalla quarta sponda alla Jamahiriya di Gheddafy", con P. Moschini Lunedì 12 novembre: "La Cambogia da Pol Pot a Hun Sen: un popolo allo sbando", con P. Pescali
Lunedì 8 ottobre: "India: colori e magie" con A. Merletti Lunedì 26 novembre: "Ritorno in Armenia", con C. Saffioti
Lunedì 15 ottobre: "Siria oggi" con A. Brignoli Lunedì 17 dicembre: "Transiberiana: viaggio tra la nuova e vecchia Russia", con P. Pescali.

Tutti gli incontri si terranno presso la Sala capitolare del Museo storico della Città, piazza Mercato del fieno, 6a, alle ore 21.00.

Le serate sono state concepite dagli organizzatori come reportage di viaggio, corredate da diapositive e da brevi interventi; in qualche caso i relatori saranno viaggiatori, in altri giornalisti (come Pescali) o personaggi pubblici (come il consigliere regionale Carlo Saffioti). Sempre, l'intento sarà quello di scavare nella storia e nel presente dei popoli, senza la pretesa di realizzare una conferenza di sociologia o di storia, ma la serata al Museo cercherà di offrire emozioni e spunti di riflessione ai presenti.


Mostra

Armin T. Wegner e gli armeni in Anatolia, 1915 - 17 novembre / 9 dicembre

Sabato 17 novembre, ore 15.00
Convegno L’Armenia tra passato e presente. Sala Curò, piazza Cittadella, Bergamo alta.

Domenica 18 novembre alle ore 10.00 verrà inaugurata presso il Museo la mostra "Armin T. Wegner e gli armeni in Anatolia, 1915".
 


Nella mostra viene rievocato il genocidio armeno, perpetrato dal governo turco nel 1915, attraverso le fotografie e i racconti dello scrittore tedesco Armin T. Wegner, il quale assistette involontariamente alla cacciata di un intero popolo verso il deserto e vide fiumane di deportati morire lentamente.
 

La mostra, rimane aperta sino al 9 dicembre con orario da martedì a domenica 9.30-13 e 14-17.30. Ingresso gratuito. Composta da 23 pannelli, è corredata da un catalogo e sono previste risorse educative per le scuole, specifiche al genocidio armeno e collegate con la mostra "Age of extremes", allestita presso il Museo.
La mostra è stata organizzata dall'Unione Armeni d'Italia, dal Comitato Difesa Causa Armena, con il patrocinio del Comune di Bergamo e il supporto dell'Associazione Carlo Cattaneo e dell'Associazione G. Cavalcanti.
Si ringraziano: Associazione Italiarmenia, Deutches literaturarchiv Marbach.

Sitografia consigliata:
www.armenian-genocide.org , in lingua inglese, con risorse educative di straordinario interesse
http://digilander.iol.it/mediaspirano/commissione/pagine/mostra/pagine/premesse.htm per la contestualizzazione europea
http://members.xoom.it/Voce_Armena/index.htm, periodico degli armeni in Italia.
 

 

Nell’ambito del programma di studi avviato sulla storia del Novecento, il Museo storico cura un convegno e un’esposizione che testimoniano il primo genocidio del secolo appena chiuso: il genocidio degli Armeni in Turchia negli anni 1915-1916. Lo sterminio del popolo armeno è il segnale che annuncia il “secolo degli estremi”, raccontato in alcuni dei suoi aspetti nell’esposizione Age of etremes. Materiali per la storia del Novecento presso il Museo. I temi della ‘guerra totale’, del nemico creato, demonizzato e distrutto, della pulizia etnica, della testimonianza e della memoria ritornano tra le due esposizioni, in un circolo di suggestioni e informazioni

Il convegno L’Armenia tra passato e presente traccia la storia degli Armeni dal 1915 a oggi attraverso la testimonianza di rappresentanti del popolo armeno, di studiosi e di sostenitori della causa armena nel mondo.
Interverranno:

Andrea De Martino - Prefetto di Bergamo  |  Cesare Veneziani - Sindaco di Bergamo  |  Gagig Baghdassarian - Ambasciatore dell’Armenia - Riconoscimento del genocidio armeno nel mondo 

Agopig Manoukian - Il genocidio armeno  |  Archimede Bontempi - Aspetto politico del genocidio armeno  |  Aldo Ferrari - La cultura armena alla vigilia del genocidio  |  Alecco Bezikian - Armeni della diaspora post-genocidio
 

Presiede Anna Maria Samuelli
 


La mostra Armin T Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915 è una testimonianza del genocidio subito dal popolo armeno ad opera dei Turchi nel 1915. L’esposizione raccoglie 80 fotografie scattate tra il 1915 e il 1916 dall’intellettuale tedesco Armin T. Wegner e da altri ufficiali nei campi dei deportati armeni nell’Impero ottomano, accompagnate da materiale documentario, carte geografiche e schede storiche. Wegner, di origini prussiane, è sin da giovane un intellettuale inquieto, teso alla scoperta del mondo e degli uomini attorno a lui. Nell’inverno tra il 1914 e il 1915 si arruola come infermiere volontario in Polonia e nell’aprile 1915 viene inviato in Medio Oriente come membro del servizio sanitario tedesco: qui segue le tracce dello sterminio subito dagli Armeni, documentandolo attraverso fotografie, appunti, lettere. Riesce anche a far giungere parte del materiale in Germania e negli Stati Uniti, inoltrandolo o portandolo di persona durante brevi licenze, e sollecita interventi internazionali per interrompere lo sterminio, ma senza risultato. Viene anche arrestato dai tedeschi su istanza del governo turco.
 

 


Rientra in Germania e da allora attraverso pubblicazioni, lettere, conferenze si fa difensore dei diritti degli Armeni, denuncia e testimonia le atrocità compiute contro di loro dai Turchi, chiede la formazione di uno stato armeno indipendente. La sua attività di difensore dei diritti civili continua, attraversando il nazionalsocialismo tedesco e il secondo conflitto mondiale, sino alla morte, avvenuta nel 1978.

 

 

 

L’esposizione illustra tutte le fasi dello sterminio armeno: la vita condotta prima della persecuzione; l’ascesa al potere dei Giovani turchi e la loro decisione di sterminare gli Armeni; le impiccagioni pubbliche; le uccisioni di massa; le carovane di deportati in marcia; i lager nel deserto. Lettere, relazioni, resoconti, interviste narrano quanto Wegner ha visto di persona in Armenia e la sua attività di testimone dopo il genocidio.

 

 

 

Sintesi storica del genocidio armeno e del suo riconoscimento nel mondo.